Leggi bloccate tra una Camera e l’altra 1000 GIORNI

Dall’inizio di questa legislatura, il Parlamento ha impiegato in media 218 giorni (più di sette mesi) per approvare ogni singola legge. Un intervallo che sale a 445 giorni per i disegni di legge di iniziativa parlamentare, mentre è di 169 giorni per quelli di iniziativa governativa.

La riforma costituzionale interviene in entrambi i casi imponendo una forte accelerazione, non solo per il superamento del bicameralismo paritario e dunque della “navetta” tra i due rami del Parlamento, ma anche per la possibilità concessa al Governo di chiedere l’esame di una propria proposta entro 70 giorni dal momento in cui viene depositata, senza ricorrere a forzature come i decreti legge o l’apposizione della questione di fiducia. Più velocità, quindi, ma anche un maggior rispetto del Parlamento e della pluralità di voci in esso rappresentate.

Molti sono i disegni di legge che stazionano da lungo tempo in Parlamento, in attesa di completare l’esame e giungere all’approvazione. Quasi tutti hanno già ricevuto il “sì” di una delle due Camere e sono rimasti bloccati nel secondo (o terzo) passaggio, quello che sarebbe abolito dalla riforma.

Ecco alcuni esempi:

  • contrasto dell’omofobia e della transfobia (esame iniziato il 6 giugno 2013 – ad oggi, 23 luglio 2016, 1143 giorni fa – approvato alla Camera il 19 settembre 2013, ora fermo al Senato)
  • nuovo codice della strada (esame iniziato il 27 giugno 2013 – 1122 giorni fa – approvato dalla Camera il 9 ottobre 2014 e oggi fermo al Senato)
  • nuove norme sulla cittadinanza (esame iniziato anche in questo caso il 27 giugno 2013 – 1121 giorni fa –, con approvazione alla Camera il 13 ottobre 2015 e stop in Senato)
  • reato di tortura (esame iniziato il 22 luglio 2013 – tre anni e un giorno fa – approvato dal Senato il 5 marzo 2014, dalla Camera il 9 aprile 2015 e tornato a palazzo Madama dopo le modifiche introdotte a Montecitorio).

Non hanno avuto maggior fortuna alcune proposte governative, come quella sulla responsabilità in ambito medico e sanitario (esame iniziato il 27 marzo 2014, approvazione alla Camera il 28 gennaio 2016) e quella sulla sperimentazione clinica dei medicinali (in discussione dal 19 marzo 2014, con approvazione in Senato il 24 maggio 2016).

L’abolizione del bicameralismo paritario, con le nuove funzioni attribuite al Senato e la prevalenza della Camera politica per tutte le leggi – ad eccezione delle poche che riguardano la revisione della Costituzione, il rapporto tra lo Stato e le autonomie, l’attuazione delle politiche UE – consentirà di snellire le procedure, mantenendo il confronto all’interno di un solo ramo del Parlamento, con una maggioranza politica chiara. Si eviteranno così lunghi ping pong tra una Camera e l’altra.

Il Governo potrà inoltre imporre un percorso accelerato a quei disegni di legge che ritiene più urgenti e che caratterizzano maggiormente la propria attività.