Bufale

Quella di Di Maio è una fake news: il reddito di cittadinanza non è per tutti

di Redazione, 12 Giu 2017

Luigi di Maio in un’intervista pubblicata sabato scorso sul Corriere della sera, ha sparato cifre assolutamente irrealistiche e infondate sul reddito di cittadinanza: secondo il sussidio arriverebbe a 9 milioni di persone, così suddiviso: 780 euro mensili a 4,5 milioni di italiani in povertà assoluta, 380 euro a integrazione dei redditi di altri 4,5 milioni di italiani in povertà relativa.
Una proposta da oltre 62 miliardi di euro, assolutamente irrealistica e inattuabile, ma in realtà  il sussidio del M5s andrebbe a una platea molto più limitata di persone.

La parole di Catalfo che smentiscono Di Maio

A smentire il vicepresidente della Camera, infatti, arrivano le parole proprio di un membro del M5s, ovvero  la senatrice M5s Nunzia Catalfo, prima firmataria della proposta di legge sul reddito di cittadinanza depositata in Parlamento.

La senatrice, infatti, dice che i 780 euro saranno percepiti solo “da chi vive da solo ed è senza alcun reddito”. Si tratta, quindi, dei nuclei familiari unipersonali in condizione di povertà assoluta, che rappresentano secondo i dati Istat 2015 il 5,2% del totale.

Le famiglie unipersonali in povertà assoluta

Le famiglie unipersonali in Italia sono 7.667.305, quindi quelle in povertà assoluta sono 398.700. Stando alle parole di Catalfo, sarebbero quindi questi 398mila individui a percepire il reddito da 780 euro mensili, non i 4,5 milioni di italiani indicati da Di Maio.

A questo punto la spesa sarebbe  di 3,7 miliardi di euro annui, mentre le restanti 2.360.300 famiglie in difficoltà, tra povertà assoluta e povertà relativa, usufruirebbero di un sussidio di circa 380 euro mensili, modulato in base al reddito, per una spesa totale di circa 14,4 miliardi.
Mentre il ovimento lancia numeri a caso, il consiglio dei Ministri con un atto concreto, la settimana scorsa, ha dato il via libera al reddito di inclusione, una misura attuata dal Governo Gentiloni proseguendo il lavoro avviato dal Governo Renzi: 2 miliardi l’anno, per una platea di 1,8 milioni di  italiani.

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