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Decreto Scuola: tutte le norme per affrontare la chiusura dell’anno scolastico

di Manuela Michelini, 8 Apr 2020

Il Consiglio dei ministri ha licenziato lunedì 6 aprile il decreto-legge che norma la chiusura dell’anno scolastico, con provvedimenti che considerano le difficoltà perpetrate dall’emergenza Covid-19.

Il decreto contiene le direttive relative agli Esami di Stato e alla valutazione delle studentesse e degli studenti per l’anno scolastico 2019/2020, con uno scenario specifico e due ipotesi nel caso si torni in classe entro il 18 maggio oppure no.

Il mancato rientro garantisce, fra le altre, la sola prova orale online per la maturità e la valutazione da parte del Consiglio di classe per l’esame di terza media.

“La scuola ha affrontato l’emergenza con grande capacità di reazione, il Paese deve esserne fiero – sottolinea la Ministra Lucia Azzolina -. Ringrazio tutto il personale, le famiglie, gli studenti. C’è stato uno sforzo importante da parte di tutti.

La didattica a distanza ci ha aiutato a salvare l’anno scolastico. Non sostituisce e non potrà mai sostituire del tutto, ovviamente, la didattica in presenza.

Ma era l’unica risposta possibile per non lasciare soli bambini e ragazzi e garantire loro il diritto allo studio previsto dalla Costituzione”.

Decreto Scuola: il punto degli esami di Stato

Il decreto scuola mette al centro gli esami di Stato, considerando sostanzialmente la scuola secondaria di I e II grado e le possibili modifiche dell’impianto d’esame.

In caso di scuola secondaria di I grado se sarà possibile procedere con l’esame in presenza si affronterà una prova semplificata. In caso di esame a distanza la valutazione finale sarà affidata al Consiglio di classe, prevedendo anche la consegna di un elaborato da parte degli studenti.

In ogni caso la valutazione corrisponderà all’impegno effettivo degli alunni durante l’anno.

Per quel che concerne l’esame finale, da affrontare a completamento della scuola secondaria di II grado, quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus, tutti gli studenti saranno ammessi a sostenere le prove. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno commisurati all’impegno messo a segno durante tutto l’anno.

Il decreto inoltre considera un doppio percorso. Lo spartiacque è il possibile rientro entro il 18 maggio.  In caso affermativo i ragazzi potranno sostenere un esame con valutazione da parte di una commissione interna. Dovranno affrontare una prima prova di italiano, preparata dal Ministero, una seconda prova specifica diversa a seconda dell’indirizzo, predisposta dalle commissioni, il tutto seguito da una prova orale.

Nel secondo caso, se gli studenti non dovessero rientrare a scuola entro il 18 maggio, l’esame verterà sul solo colloquio orale online per poter raggiungere il punteggio minimo (60/100) e garantirsi il diploma.

Decreto Scuola e ammissione all’anno successivo

Il decreto scuola considera sistematica l’ammissione all’anno scolastico successivo, previa valutazione da parte del corpo docenti in occasione degli scrutini finali tenendo in considerazione l’impegno reale dello studente ed evitare il ricorso al ‘6 politico’.

Il decreto congela il meccanismo dei debiti scolastici ma, all’inizio di settembre, in sostituzione dei consueti corsi di recupero delle insufficiense, si procederà con una fase di approfondimento del programma scolastico accantonato o svolto solo parzialmente.

“Tutto ciò che è stato fatto sarà valorizzato. Quel che non si è potuto fare per difficoltà oggettive sarà recuperato, nell’interesse degli studenti e dei bambini – spiega ancora la Ministra -. Mettiamo al centro i diritti dei ragazzi. Nessuno sarà lasciato indietro. Ci sarà una valutazione seria e coerente con quanto svolto durante tutto l’anno”.

Avvio del nuovo anno

Il decreto scuola permette di lavorare alla messa a punto del nuovo anno scolastico, offrendo al Ministero tutti gli strumenti utili per operare nella maniera migliore e con estrema rapidità. Il Ministero dovrà lavorare in previsione del nuovo anno, trovando anche un accordo univoco con le Regione per poter uniformare il calendario di avvio delle lezioni.

La riflessione sullo stato di digitalizzazione del Paese

“I problemi non sono mancati e sarà necessario aprire presto una riflessione sullo stato di digitalizzazione del Paese e della scuola stessa, ma il Ministero è stato e resta al fianco delle scuole per risolverli – ha considerato la Ministra Lucia Azzolina -. Gli 85 milioni stanziati per supportare la didattica a distanza, messi subito a disposizione degli istituti che li stanno già utilizzando, ne sono una dimostrazione.

Con il decreto approvato facciamo un altro passo avanti e tracciamo la strada per accompagnare la scuola fino in fondo a questo anno scolastico e per cominciare a disegnare il prossimo, che ne rappresenterà una naturale prosecuzione”.

 

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