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Il decreto Salvini sulla Sicurezza e Immigrazione: le misure

24 Set 2018

Il Consiglio dei Ministri oggi ha approvato all’unanimità il decreto sicurezza.

Soddisfatto il vicepremier e ministro del Lavoro Matteo Salvini, principale sostenitore delle misure che vedono cambiare alcune procedure per quanto riguarda l’argomento migranti e sicurezza.

Decreto Sicurezza: le misure

A presentare le misure subito dopo i lavori del Consiglio, è stato lo stesso ministro Salvini in una conferenza stampa congiunta con il premier Giuseppe Conte.

All’origine sarebbero dovuti essere due decreti diversi, uno in materia di migranti ed uno in materia di sicurezza. Oggi invece dal Consiglio dei Ministri è uscito un unico pacchetto sicurezza contenente misure su entrambi gli argomenti.

Questi in estrema sintesi il contenuto espresso in 42 articoli dal decreto sicurezza.

Decreto Salvini e Migranti

Ampliata la platea dei reati che porteranno alla revoca dello status di rifugiato.

Abrogati i permessi di soggiorno per motivi umanitari che saranno sostituiti con permessi per meriti civili e cure mediche.

Raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di Permanenza per il rimpatrio che da 90 passano a 180.

Per i richiedenti asilo, ha illustrato Salvini in conferenza stampa, in caso di pericolosità sociale o di condanna in primo grado per reati come lo spaccio di droga, violenza sessuale, lesioni gravi, vi sarà lo stop della domanda.

In caso di condanna definitiva per delitti particolarmente efferati come terrorismo internazionale, violenza sessuale, aggressione e le lesioni gravi o come lo spaccio di droga, agli stranieri potrebbe essere revocata la cittadinanza concessa.

Diminuiranno le risorse per l’accoglienza: gli attuali 35 euro a migrante al giorno saranno rivisti in base alla media europea cosa che secondo Salvini farà risparmiare circa un miliardo e mezzo di euro l’anno.

6 le fattispecie che renderanno possibile l’ingresso in Italia per motivi umanitari:

  • Essere vittima di grave sfruttamento
  • Motivi di salute
  • Violenza domestica
  • Calamità
  • Cure mediche
  • Atti di particolare valore civile.

 

Il decreto Salvini e lo Sprar

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati continuerà ad esistere per i rifugiati minori non accompagnati, una fattispecie che secondo il ministro del Lavoro merita di essere accolta.

 

Decreto Sicurezza: le altre misure

Sul fronte Sicurezza Pubblica il decreto Salvini si pone come obiettivo la lotta e il contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa. Tra le misure:

  • Stretta sul noleggio furgoni (che potrebbero essere utilizzati per attentati turistici);
  • Estensione del daspo per i sospettati di terrorismo internazionale;
  • Potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie;
  • Possibilità per la polizia locale di accedere alla banca dati interforze delle forze di polizia;
  • Estensione del daspo urbano alle aree come mercati e fiere;
  • Sperimentazione di armi e taser per la polizia municipale di Comuni con più di 100.000 abitanti;
  • Inasprimento delle sanzioni per chi occupa stabili o terreni con ampliamento dell’utilizzo delle intercettazioni telefoniche per chi commette reati di questo tipo.

 

Decreto Sicurezza: i dubbi del Quirinale

Il pacchetto Sicurezza è arrivato in Consiglio dei ministri giovedì scorso, 20 settembre ma alcuni dubbi sollevati dal Colle hanno costretto l’esecutivo al rinvio.

In particolare il Quirinale avrebbe sollevato dubbi in merito alla costituzionalità del decreto sul passaggio riguardante il diritto alla cittadinanza.

Questo infatti, è un diritto costituzionalmente garantito e in caso di condanne per reati anche gravi non può essere tolto. Si può essere condannati per i reati suddetti ma non può essere revocata la cittadinanza.

 

Decreto Salvini: dubbi su immigrazione e sicurezza

Il Decreto Salvini pone diversi dubbi sia in materia di sicurezza che in materia di immigrazione. E non è un caso che gli alleati del M5S abbiano sollevato molte perplessità, che la discussione del provvedimento sia slittata ad oggi da giovedì scorso e che il testo sia stato rivisto.

  1. Il decreto Salvini abolisce la protezione umanitaria: il rischio è sempre quello che alla fine si faccia la voce grossa con i più deboli, mentre il flusso degli immigrati si sposti su altre strade (i terroristi ad esempio è provato che arrivino con l’aereo!).
    Chi adesso gode di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria con durata biennale se il decreto verrà approvato lo perderà e dovrà fare ritorno al suo paese.
  2. La revoca dello status di richiedente asilo viene prevista per condanna in primo grado: in Italia si è innocenti fino a condanna definitiva quindi il passaggio rischia l’incostituzionalità. Il dubbio è che sia stato scritto per poter dire che “qualcuno” poi ha voluto toglierlo: bastava scriverlo bene sin dall’inizio.
  3. Idem per la revoca della cittadinanza: non si può revocare neanche per persone pericolose perché è un diritto inviolabile. L’alternativa è chiedere la cancellazione della Corte Costituzionale!
  4. Il raddoppio del periodo di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio non farà altro che peggiorare le condizioni degli stessi centri.
  5. Nuove procedure per il noleggio di furgoni: chi dovrà noleggiare un furgone per fare il trasloco avrà un sacco di grane in più, mentre i terroristi se lo faranno prestare.
  6. Pene più aspre e intercettazioni telefoniche per gli occupanti. Siamo già tutti intercettati, se si aumenta la platea come faranno le forze dell’ordine e la magistratura a gestire tutta questa mole di dati?

 

Trattandosi di un decreto legge, le disposizioni in esso contenute entreranno in vigore subito dopo la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Poi passerà all’esame del Parlamento per essere convertito.

Mattarella potrebbe rifiutarsi di firmarlo in caso non dovesse ritenere che il decreto contenga i requisiti necessari di urgenza previsti dalla legge

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