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Il Governo vara il decreto liquidità: 400 miliardi per le imprese

7 Apr 2020

Contiene misure urgenti in materia di accesso al credito, e rinvio di adempimenti per le imprese, il decreto-legge rinominato decreto liquidità approvato lunedì 6 aprile dal Consiglio dei ministri.

Il decreto interviene in sostegno delle imprese in difficoltà con misure specifiche in quattro principali ambiti favorendo:

  • accesso al credito, sostegno alla liquidità, all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti;
  • misure per garantire la continuità delle aziende;
  • misure fiscali e contabili;
  • rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria.

Definito con immediatezza ‘decreto liquidità’, il provvedimento offre un aiuto concreto alle imprese, costrette a fare i conti con l’emergenza economica, diretta conseguenza della pandemia da coronavirus.

Il decreto garantisce alle imprese di ottenere subito 400 miliardi di euro, ma anche pagamenti più veloci da parte della Pubblica Amministrazione nonché la sospensione dei termini per chi ha debiti nei confronti del Fisco e, non ultimo, l’ampliamento del “golden power”, a protezione delle società italiane operanti in settori particolarmente rilevanti.

I 400 miliardi di liquidità per le imprese, si sommano ai 350 liberati dal decreto CuraItalia, per un totale di 750 miliardi che, a conti fatti, corrisponde alla metà del Pil italiano.

Conte: il decreto liquidità è una potenza di fuoco senza precedenti

Nell’illustrare il provvedimento il presidente del Consiglio dei ministri sottolinea con enfasi che si tratta di un decreto senza precedenti, che non stenta a definire “una potenza di fuoco”.

“Con il decreto diamo liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell’export – spiega Giuseppe Conte -. Abbiamo adottato uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono una qualche attività di rilievo strategico, e attraverso il potenziamento del ‘golden power’ potremo controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. È uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue”.

Accesso al credito celere e spedito

Grazie al decreto, lo Stato garantisce che i prestiti “avvengano in modo celere e spedito”. Per questo motivo verrà potenziato il fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, al quale come sottolinea Conte “aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, uno strumento che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende”.

Il decreto pone sul tavolo “un’imponente mobilitazione di risorse pubbliche” tiene a sottolineare il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Parliamo di un’operazione tale da “dare una garanzia ampia e capace di preservare il sistema produttivo, per superare questo momento difficile e potersi rilanciare”.

200 miliardi a garanzia dei prestiti e 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export

Il decreto mette in campo 200 miliardi a garanzia dei prestiti erogati.

La garanzia, di fatto, coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Nello specifico, come si legge nel decreto:

  • le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
  • la copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi;
  • l’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda;
  • per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da SACEsarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Il decreto inoltre potenzia il sostegno pubblico all’esportazione, per rafforzare incisività e tempestività dell’intervento statale.

“L’intervento – si specifica nel decreto – introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export”.

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