Italia in cammino

Decreto Cura-Italia: misure per famiglie, lavoro e sanità

di Manuela Michelini, 17 Mar 2020

Si concentra sul potenziamento del servizio sanitario nazionale e sugli aiuti a famiglie, lavoratori e imprese, il decreto-legge ‘Cura Italia’, varato lunedì 16 marzo dal Consiglio dei ministri per rispondere all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto, che può contare su oltre 120 articoli, introduce una quantità di risorse pari a 25 miliardi, e si sviluppa con provvedimenti specifici che si concentrano su quattro fronti principali, corredati da tutta una serie di misure di settore tese a frenare l’impatto economico del Coronavirus.

I quattro fronti del decreto per sanità, occupazione, famiglie, supporto al credito e sospensione obblighi tributari e adempimenti fiscali

A fornire l’asse portante del decreto ‘Cura Italia’ sono:

  • il finanziamento e le altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
  • il sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
  • il supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  • la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Il sostegno alle famiglie

A sostegno delle famiglie il decreto mette in prima linea i congedi parentali straordinari fissati al 50% della retribuzione se ci sono figli fino a 12 anni. In alternativa è possibile fruire del voucher per la babysitter di 600 euro, potenziato a 1000 euro per medici, infermieri, operatori sanitari e ricercatori.

Niente limiti di età in caso di congedo speciale e via libera allo smart working per lavorare da casa e badare ai figli.

Per consentire l’accesso alle lezioni scolastiche online è stato previsto un fondo di 85 milioni: 70 milioni per garantire un pc in comodato d’uso ai meno abbienti.

Possibile la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa fino a 18 mesi laddove la famiglia ha reali criticità.

Il sostegno ad aziende e lavoratori

Per le aziende in difficoltà, il cui fatturato è sotto i 2 milioni di reddito, è prevista la sospensione del versamento di ritenute, contributi, premi assicurativi e Iva sino al 31 maggio, da saldare poi anche in 5 rate, inoltre non sono previste cartelle esattoriali e controlli fiscali sino a giugno 2020.

L’aiuto alle imprese arriva dallo stanziamento di 5 miliardi suddivisi fra fondi e garanzie, in grado di attivare potenzialmente oltre 300 miliardi di accesso al credito.

La cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, prevista per tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane.

Il settore aereo riceverà 600 milioni di euro.

Estesa ai lavoratori dipendenti la possibilità di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”.

Riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, ai lavoratori autonomi e alle partite IVA.

Il sostegno alla sanità

Per potenziare le capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria il decreto garantisce coperture e stanziamenti.

Il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi.

Previste coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale, al pari dello stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario con incremento di 150 milioni di euro per il 2020.

Il decreto finanzia l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive, ma al contempo incrementa il personale medico e infermieristico militare con una ferma eccezionale di un anno, il reclutamento di nuovo personale e il trattenimento in servizio del personale del Sistema Sanitario Nazionale che avrebbe i requisiti per la pensione.

La Protezione civile potrà disporre la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Sostegno agli enti locali

Il decreto ha inoltre garantito l’utilizzo di 600 milioni di euro di risorse a favore degli enti locali di cui fruire nel corso del 2020.  Gli enti pubblici di fatto potranno utilizzare gli avanzi di bilancio per finanziare spese correnti connesse e legate all’epidemia di Covid-19.

Il decreto ha previsto anche un fondo di 80 milioni per operazioni di sanificazione di uffici, ambienti e mezzi pubblici per Comuni, Province e città metropolitane.

Lo smart working entra di diritto nella Pubblica amministrazione.

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