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Debunking/ È vero che sono stati introdotti sconti di pena per i reati violenti?

di Redazione, 12 Feb 2018

“Il fine delle pene non è di tormentare ed affliggere un essere sensibile. Il fine non è altro che d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali”: era il 1764 e Cesare Beccaria nel suo celebre “Dei delitti e delle pene” annunciava una “legge” divenuta poi universale. Un sentimento comune e condiviso che dall’Illuminismo ai giorni nostri ha un unico obiettivo: assicurare alla giustizia gli autori dei reati violenti. Non solo.

Approvata a novembre la legge che riforma il rito abbreviato

La recente approvazione della legge che riforma il rito abbreviato sgombera il campo da ogni possibile dubbio: non c’è nessuno sconto di pena per i reati violenti. Approvata il 29 novembre dello scorso anno con 318 voti a favore, la legge elimina dunque la possibilità per gli autori di reati violenti quali stupro e omicidio di essere “graziati” rispetto alla durata della condanna. La legge di iniziativa parlamentare è stata approvata da una maggioranza tripartisan: un caso unico nella legislatura appena trascorsa che prende una posizione netta rispetto ai reati violenti.

I reati violenti: dall’omicidio allo stupro

Omicidio e stupro sono reati violenti. L’omicidio può essere colposo o doloso: il primo caso è disciplinato dall’art.589 del Codice Penale e recita: “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme [sulla disciplina della circolazione stradale] o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici”. L’omicidio doloso (più comunemente conosciuto come omicidio volontario) invece è disciplinato dall’art. 575 del Codice Penale. La durata media della pena per l’omicidio volontario oscilla dai 21 anni di galera all’ergastolo. In ultima analisi, il reato di violenza sessuale è invece disciplinato dall’art.609 bis del Codice Penale.

Indennizzo per le vittime dei reati violenti

Nell’ottobre dello scorso anno sono entrati in vigore gli indennizzi per le vittime dei reati violenti: spetta al comitato per le iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti, in attuazione della direttiva 2004/80/CE, l’esame delle domande e la concessione degli indennizzi.
a) Per il reato di omicidio, nell’importo fisso di euro 7.200, nonché, in caso di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, nell’importo fisso di euro 8.200 esclusivamente in favore dei figli della vittima;
b) per il reato di violenza sessuale di cui all’art. 609-bis del codice penale, salvo che ricorra la circostanza attenuante della minore gravità, nell’importo fisso di euro 4.800;
c) per i reati diversi da quelli di cui alle lettere a) e b), fino a un massimo di euro 3.000 a titolo di rifusione delle spese mediche e assistenziali.

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