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Dazi, Merkel contro Trump: non ha imparato la lezione della storia

25 Gen 2018

Protezionismo e concorrenza globale sono al centro del World Economic Forum di Davos. Da una parte la politica dei dazi dettata dallo slogan ‘America first’ di Donald Trump, dall’altra l’Europa del mercato libero e dell’incentivo alla concorrenza, con la cancelliera tedesca Angela Merkel in prima linea: “Trump non ha imparato la lezione della storia”

La guerra dei dazi

Il World Economic Forum di Davos si è aperto con le dichiarazioni contraddittorie del segretario americano al Tesoro, Stephen Mnuchin, che ha detto che “gli Stati Uniti sono aperti al business” ma che “il protezionismo è essenziale perché i mercati funzionino nel modo appropriato, perché ciascuno operi secondo le regole”. Parole che giungono mentre l’amministrazione americana ha iniziato una vera e propria guerra contro lavatrici e pannelli solari, aumentando le tasse per l’importazione del 30%, scatenando l’indignazione dei colossi asiatici Samsung e LG. Ma la linea è chiara: difendere i lavoratori e le aziende americane, a cominciare dai produttori di celle fotovoltaiche Suniva e SolarWorld Usa, prossime alla bancarotta.

La difesa del multilateralismo

Visione opposta quella sostenuta da Angela Merkel, cancelliera di una Germania ‘locomotiva d’Europa’ anche grazie alle esportazioni. La Merkel ricorda: “Oggi, 100 anni dopo la Grande Guerra, dobbiamo chiederci se abbiamo imparato la lezione della storia. Isolarsi dal resto del mondo non è la risposta giusta”, bisognerebbe piuttosto “cercare soluzioni multilaterali e non unilaterali”. Il dialogo è necessario specialmente quando “pensiamo che le cose non vanno per il verso giusto e che i meccanismi non siano reciproci”. La cancelliera ha lamentato che il populismo e il nazionalismo stanno avvelenando anche l’Europa, nata invece proprio con l’idea di superare quella visione che incentiva al protezionismo. Anche il premier indiano Narendra Modi, alla prima uscita in campo internazionale, ha sostenuto che il protezionismo e il “chiudersi in se stessi” rappresentano “una minaccia non meno preoccupante del cambiamento climatico e del terrorismo”.

Posizioni inconciliabili

Secondo il segretario al commercio americano Wilbur Ross potrebbero esserci ritorsioni da parte della Cina in seguito all’introduzione dei dazi, ma ha detto anche che le guerre commerciali sono “combattute ogni singolo giorno” e ogni giorno qualcuno cerca di violare le regole e ottenere vantaggi. Forse il problema sta tutto qua: c’è chi vede un conflitto in cui o si vince o si perde e chi invece cerca un dialogo per superare tutti i contrasti. Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha dichiarato “So che Trump è stato eletto con l’idea di mettere l’America ‘first’. Ma, come europei e italiani, dobbiamo evidenziare il fatto che rispettare e proteggere gli interessi dei cittadini statunitensi, che è corretto, non può significare mettere in discussione quelle relazioni commerciali che si sono rivelate estremamente utili per la crescita. Il dibattito è aperto ma la base della discussione dovrebbe continuare ad essere il sostegno all’apertura, al libero commercio e agli accordi, non al protezionismo”.

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