Italia al Lavoro

Sud in crescita: le misure hanno funzionato, ora andiamo avanti

di Leonardo Impegno, 23 Giu 2017

È di ieri la buona notizia (ISTAT) che nel Mezzogiorno l’occupazione è cresciuta più della media nazionale, ormai il Sud si è rimesso in cammino e da due anni la forbice tra il Nord ed il Sud ha cominciato a ridursi. È ancora troppo ampia? Certo. C’è ancora molto da fare? Sicuro, ma la politica nazionale durante gli ultimi due governi ha fatto propria la missione di ridurre il divario.

Le misure per sostenere la crescita

I fatti ci dicono che il Sud in questi anni ha beneficiato di misure importanti per sostenere la crescita (come i contratti di sviluppo ed il Patto per il Sud) ma ancora di più ha beneficiato della decontribuzione piena per i neoassunti.

Insomma la ricetta nuova contiene due ingredienti fondamentali: piani verificabili e incentivi automatici. Quindi alle lamentele abbiamo sostituito politiche mirate e al “tutto va male” sudore e fatica.

Infatti, ancora prima che la spesa pubblica cominci a dipanare i suoi effetti (come dimostra l’attuale fatica del settore delle costruzioni), dopo il boom di spesa del 2015, dovuto all’accelerazione nell’utilizzo dei fondi europei 2007-2013, i nuovi strumenti di leva fiscale hanno favorito l’aumento della produttività e dell’occupazione. Nel Sud sta ripartendo prima di tutto l’industria, grazie alla nascita di alcuni poli 4.0.

Il decreto Mezzogiorno

In quest’ottica il nuovo decreto Mezzogiorno, con gli incentivi per le imprese giovanili, e la tanto attesa nascita delle zone economiche speciali aiuteranno senz’altro un Sud in cui esiste un’imprenditoria sana e costruttiva, che aveva solo bisogno di essere messa in condizione di competere. La sburocratizzazione del Paese serve il doppio alle imprese del Sud.

Al passo con l’Europa

Naturalmente il primato della Campania (PIL +2,5%) mi inorgoglisce particolarmente, perché da noi è evidente il nesso tra ripresa economica e il grande lavoro in termini di investimenti in ricerca e formazione sperimentati dall’Università Federico II e dalla Regione. Infatti, l’idea vincente di esaltare le buone pratiche è servita a moltiplicare i successi in molti settori in particolare in quello dell’Informations and Communication Technology.

Oggi il Mezzogiorno può senz’altro giovarsi del rinnovato slancio del Turismo ma deve essere accompagnato nel superamento dei suoi gap strutturali (trasporti e banda larga) e anche nel mercato del lavoro. Lo sforzo ulteriore e decisivo, lo abbiamo ribadito già tante volte, è quello di favorire la ripresa dell’occupazione femminile altrimenti non avremo mai un Mezzogiorno al passo con l’Europa.

La forbice tra il Nord e il Sud del Paese da due anni ha cominciato a ridursi e i dati positivi, oltre che commentarli, vanno utilizzati per continuare il nostro cammino.

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