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Coronavirus: come la natura avanza e lancia segnali precisi

di Manuela Michelini, 31 Mar 2020

La quarantena, è un dato di fatto, sta cambiando le abitudini dei cittadini. Costrette a casa per combattere il dilagare del Coronavirus le persone, loro malgrado, cedono il passo alla natura e i segni sono più che evidenti. L’aria si presenta più pulita e gli animali si riavvicinano.

Un’emergenza di queste proporzioni, che ha portato con sé un carico di morte e privazioni, ci ha costretto a variare le abitudini quotidiane segnando un momento di rinascita per l’ambiente e la natura.

È triste pensare che solo un evento così drammatico poteva fornirci gli strumenti per riflettere sull’incidenza delle azioni quotidiane sul pianeta. Oggi che limitiamo le attività, facendo largo uso di una formula di lavoro come lo smart working, dobbiamo riflettere sul futuro e, una volta sconfitto il virus, sarà necessario riprogrammare l’esistenza consci dell’ambiente in cui viviamo.

La natura ha ritrovato equilibrio

Un’azione limitata dell’uomo spinge la natura a ritrovare gli equilibri perduti e auto rigenerarsi.

Inutile dire che in futuro dovremo ricordarci di come le emissioni nocive, conseguenza diretta del traffico e degli spostamenti quotidiani, si possono ridurre drasticamente grazie a comportamenti sostenibili, limitando l’uso eccessivo di mezzi privati a favore dei trasporti pubblici.

Le immagini scattate dai satelliti ci mostrano come l’incidenza dell’inquinamento sia calata in questo periodo, soprattutto nelle regioni del nord dove si registra una riduzione settimanale pari al -10% di ossido di azoto.

Possiamo parlare di segnali evidenti come quelli che ci arrivano da Venezia che, grazie alla mancanza di navi da crociera in Laguna e al numero limitato di vaporetti in circolazione, ha visto tornare i pesci e l’acqua limpida nei canali.

In Sardegna così come in Liguria e all’isola d’Elba i delfini si riavvicinano alla costa, mentre nei parchi cittadini tornano gli scoiattoli.

“Quello che sta passando il nostro paese e tutto il resto del mondo è qualcosa di terribile, che nessuno di noi era davvero preparato ad affrontare – commenta Barbara Molinario, presidente di Road to green 2020, associazione che promuove la sostenibilità ambientale –.

Ora, però, possiamo scegliere se aspettare passivamente che tutto passi, o imparare qualcosa da questo momento difficile, come, ad esempio, il rispetto della natura in ogni sua forma.

In poche settimane senza la mano distruttiva dell’uomo, la natura è riuscita a riprendersi in parte i propri spazi. Ci sta dimostrando la sua straordinaria capacità di curare le ferite che le abbiamo inflitto noi con i nostri comportamenti.

Pensate a come potrebbe cambiare in meglio il mondo, se adottassimo alcuni dei comportamenti che abbiamo sperimentato durante questa quarantena”.

Cosa imparare dalla quarantena a sostegno della natura

Se i trasporti incidono largamente sull’ecosistema non sono da meno tutta un’altra serie di azioni a partire dallo spreco del cibo.

In tema di alimentazione per mangiare sano, senza danneggiare l’ambiente, è corretto consumare cibi di stagione, privilegiando il km 0, preparando in casa gustose ricette e intingoli a favore di un minore impatto sull’ambiente.

È bene rimarcare che è utile fare una spesa misurata, per evitare gli sprechi, che incidono negativamente sull’ambiente.

Parole d’ordine sono riciclo e riuso, per limitare la soluzione ‘usa e getta’. Corretto utilizzare i fogli di carta riciclata per prendere appunti, usare i fondi del caffè per concimare le piante, lavare e riutilizzare i contenitori di alluminio e di plastica. Quasi tutto può avere una seconda vita, non dimentichiamolo.

Importante anche mettere al bando gli sprechi a partire dalle risorse naturali, prime fra tutte acqua e gas, privilegiando l’utilizzo di energie rinnovabili.

In tema di lavoro è bene prendere in considerazione l’ipotesi di poter lavorare da casa, laddove l’attività lo permette. Si potranno svolgere mansioni specifiche in un contesto più rilassato evitando lo stress del tragitto casa-lavoro, che produce emissioni nocive in quantità.

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