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Consip, la magistratura faccia chiarezza sul depistaggio

di Walter Verini, 8 Giu 2017
Depistaggio. Una pratica purtroppo conosciuta, che ha accompagnato troppi misteri e tragedie di questo Paese. Che ha nascosto trame e complotti. Da questa legislatura è diventato anche un reato previsto espressamente dal Codice Penale, grazie all’impegno del Pd in Commissione Giustizia, del promotore della legge Paolo Bolognesi.
Questo ha consentito ieri di apprendere dell’indagine – proprio per “depistaggio” – da parte della Procura di Roma nei confronti di un alto ufficiale del Noe, il Vicecomandante Sessa, che avrebbe comunicato agli inquirenti della Procura Ielo e Palazzi date sbagliate circa il  momento preciso in cui i suoi superiori gerarchici erano stati da lui informati degli sviluppi dell’inchiesta Consip, legati anche alle intercettazioni disposte dalla Procura di
Napoli. Di qui l’indagine per questa ipotesi di reato. La cosa sarebbe davvero di una gravità assoluta, perché – se confermata – sarebbe stata praticata da un servitore dello Stato.

Elementi di inquietante opacità nell’inchiesta

In ogni caso l’indagine aggiunge un’ulteriore elemento di inquietante opacità ad un’inchiesta – per la parte avviata e condotta dalla Procura di Napoli – che  ha già conosciuto aspetti che attendono ancora di essere chiariti.
Ci riferiamo, in particolare, all’alterazione del contenuto di alcune intercettazioni da parte del capitano del Noe  Scafarto, alterazione che ha indirizzato aspetti dell’inchiesta e i relativi,  immancabili processi mediatici. Ci riferiamo a quelli celebrati con rito abbreviatissimo (nel senso che in genere, in certi giornali, manca la parte che
esercita la difesa).
Sarà la magistratura, nella quale davvero non formalmente riponiamo fiducia, a stabilire se le alterazioni siano avvenute per errore, colpa o dolo.

Le ricadute politiche

Un dato però è certo: quelle alterazioni ci sono state e ciò ha prodotto ricadute politiche rilevanti. Per questo è interesse di tutti conoscere la verità, se cioè dietro queste alterazioni ci sia stata la volontà o meno di nuocere o colpire i vertici del Governo guidato da Matteo Renzi da parte di pezzi dello Stato. Non  è una risposta da poco, quella che si attende dalle inchieste, che il Pd e i suoi vertici sollecitano, auspicando che queste inchieste non si esauriscano con i processi sommari sui giornali, ma vadano il più possibile rapidamente alla chiusura ed eventualmente a sentenza.

Quando e a chi sono state trasmesse le informazioni da Sessa?

Per questo la notizia di ieri dell’indagine per depistaggio nei confronti di Sessa ha assunto un significato e solleva domande che richiedono risposte.
Non è secondario sapere davvero quando, in quale momento  e a chi il Vicecomandante del Noe abbia trasmesso informazioni sull’inchiesta.
Ci sono aspetti della stessa che hanno coinvolto, come è noto, membri del Governo e vertici della Finanza e dei Carabinieri, i quali – a suo tempo – hanno giustamente chiesto e ottenuto di essere ascoltati subito dai magistrati per dimostrare la loro estraneità alle accuse di divulgazione di segreto d’ufficio.
Sarà la magistratura a stabilire la verità. Ma è evidente che se certe notizie su inchiesta e intercettazioni legate alla vicenda Consip fossero circolate in tempi diversi da quelli fin qui diffusi e conosciuti (magari, appunto, per “depistare”) la vicenda potrebbe avere sviluppi imprevedibili.
Per questo, come ha detto il Vicepresidente del Csm Legnini, “la sola ipotesi che ci possa essere stato un falso o un depistaggio è, di per sé, inquietante”.
Come ci capita spesso di dire, noi riteniamo che uno dei problemi fondamentali di questo Paese sia rappresentato dall’illegalità, dalla diffusione della corruzione, dalla presenza della criminalità organizzata nell’economia nelle relazioni sociali.
Per questo, in questi anni, il Parlamento, il governo guidato da Renzi, il Pd hanno prodotto misure che vanno nella direzione di prevenire e contrastare efficacemente queste piaghe. La legge di riforma del Processo Penale, presentata dal ministro Orlando è una altro tassello importante di questo impegno di cambiamento dell’Italia.
Ma proprio per questo è fondamentale che i soggetti che hanno il compito di combattere questi fenomeni, a partire dalla magistratura, abbiano la forza e la capacità di diradare ogni ombra, ogni opacità, ogni dubbio su condotte che – se non chiarite – rischiano di minare la credibilità e l’efficacia  dell’azione penale.

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