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Come sanificare l’ambiente di lavoro

4 Dic 2020

In questi mesi di emergenza sanitaria ha assunto un ruolo sempre più importante la sanificazione degli ambienti di lavoro. Si tratta infatti di una di quelle misure previste anche nel protocollo dello scorso 24 aprile. Ma quali sono le regole da seguire? Vediamo insieme.

In tema di sicurezza sul lavoro, fin dall’inizio della pandemia, ci si è chiesti quali fossero le misure di sicurezza da garantire. Si è discusso a lungo sulla necessità o meno di procedere con l’aggiornamento della valutazione dei rischi e su tutte le tematiche collegate a questo.

Il protocollo del 24 aprile

Lo scorso mese di aprile è stato anche aggiornato il protocollo del 14 marzo 2020 che reca le indicazioni da seguire per tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro. In questo protocollo, a più riprese, tra le varie misure di sicurezza. A parte chiaramente la distanza di sicurezza di almeno 1 metro ed i dispositivi di protezione individuale si richiama in più punti l’importanza della sanificazione degli ambienti di lavoro.

A riguardo si prevede che l’azienda assicuri la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica degli ambienti di lavoro, delle postazioni e delle aree comuni.

Una prima criticità è proprio nel termine “periodica”, non essendo indicata una frequenza starà all’azienda valutare con che frequenza procedere. Questa chiaramente dipenderà dal tipo di attività lavorativa. Bisognerà tenere conto delle varie fasi di lavoro, del livello di aggregazione, delle attrezzature utilizzate e quant’altro.

Altra indicazione molto importante è quella relativa alle misure da adottare in caso di presenza di una o più persone contagiate da Covid-19 negli ambienti interni.

In questo caso sarà necessario eseguire la pulizia e la sanificazione dei luoghi di lavoro secondo le disposizioni della circolare n 5443 del 22 febbraio 2020 del ministero della salute. Nonché alla loro ventilazione.

La sanificazione degli ambienti di lavoro

Occorre dunque garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione delle varie attrezzature utilizzate con opportuni prodotti disinfettanti.

Stesso discorso vale anche per gli spogliatori. Ciò al fine di garantire idonee condizioni igieniche e sanitarie.

casi sospetti – novembre 2020 – emergenza Covid-19 – marzo 2020 – strutture non sanitarie – maggio 2020 – persona con Covid 19

Altra cosa molto importante è tenere presente la differenza che passa tra la pulizia e la sanificazione. La prima viene fatta utilizzando acqua e sapone o comunque dei detergenti “standard” di uso comune. La sanificazione invece è una attività il cui obiettivo è quello di contrastare eliminandoli batteri e agenti contaminanti. Si tratta quindi di un intervento più invasivo rispetto alla comune attività di pulizia.

Chi può fare la sanificazione degli ambienti di lavoro?

Altro punto molto discusso è proprio quello legato alla possibilità di procedere con le attività di sanificazione in autonomia. Oppure se per tale attività sia necessario rivolgersi ad una ditta con specifici requisiti.

Il dubbio nasce proprio in riferimento al termine che è stato usato, cioè “sanificazione” in rapporto al DM 274/97. In seguito però anche questo punto è stato sciolto e si è chiarito che questo tipo di attività può anche essere portato avanti in autonomia dall’azienda.

Per ulteriori dettagli in merito alla sanificazione degli ambienti di lavoro vi invitiamo a visitare il relativo articolo presente sul sito sicurya.net. In particolare l’articolo chiarisce bene questo aspetto fornendone anche i vari riferimenti. Non solo, sono anche fornite molte utili informazioni di carattere operativo.

Traendo spunto da queste andiamo ad approfondire il tema legato alle sostanze da impiegare nell’attività di sanificazione ed altre utili indicazioni.

Quali prodotti si devono usare per la sanificazione degli ambienti di lavoro?

A riguardo è possibile fare riferimento alle indicazioni ministeriali. E’ raccomandato l’uso dell’ipoclorito di sodio diluito al 0,1%. Cioè una soluzione di acqua con la “classica” candeggina.

In alternativa, per le superfici che possono essere danneggiate, il suggerimento è quello di usare etanolo. Cioè il “comune” alcol etilico con una concentrazione al 75%.

Quanto detto chiaramente vale per pavimenti e superfici. Venendo invece ai servizi igienici quali gabinetto, doccia e lavandini le indicazioni sono leggermente diverse. In questo caso infatti è suggerita una concentrazione di ipoclorito di sodio leggermente più alta e cioè pari allo 0,5%. Chiaramente si dovrà leggere con attenzione l’etichetta del prodotto al fine di diluirlo correttamente in acqua per arrivare alla giusta proporzione.

Chiaramente sia durante che dopo le varie operazioni di sanificazione degli ambienti di lavoro sarà necessario arieggiare i locali in modo adeguato.

E per la pulizia delle mani?

Abbandonando ora invece i luoghi di lavoro e passando alla pulizia delle mani le indicazioni sono le seguenti. E’ sufficiente l’utilizzo di acqua e sapone per 40-60 secondi.

Si dovrà avere cura di pulire bene ogni parte della mano. In particolare ad esempio gli spazi tra le dita, il dorso e il palmo. Nonché le unghie ed i polsi. Sarebbe poi consigliato rimuovere braccialetti, orologi e/o anelli o quant’altro prima di procedere con il lavaggio delle mani.

Se invece, ad esempio, si lavora in trasferta o comunque non è possibile lavare le mani con acqua e sapone con una certa frequenza l’indicazione è quella di usare opportune soluzioni a base alcolica. Leggendo, anche in questo caso, la relativa etichetta per essere sicuri che la soluzione faccia al caso nostro.

Non dimentichiamo gli impianti e le vetture

Infine, ma non per importanza, è doveroso non dimenticare di adottare le opportune misure previste anche per la corretta pulizia delle vetture aziendali e degli impianti di condizionamento.

Potrà sembrare scontato, ma spesso infatti, capita di trascurare questi aspetti. Non per cattiva volontà ma, più semplicemente, perché non ci si pensa. Tuttavia, le insidie possono nascondersi anche qui.

Bisognerà quindi adottare un adeguato programma di pulizie delle vetture facendo ricorso a delle procedure. Nonché provvedere ad opportuni eventuali interventi tecnici sugli impianti di condizionamento. Sebbene infatti non si stia parlando prettamente di sanificazione di ambienti di lavoro non si potrà prescindere da questi aspetti.

Riguardo agli impianti si potrà fare riferimento anche alle linee guida delle regioni che prevedono ad esempio, laddove possibile, di evitare il ricircolo dell’aria per gli impianti.

Per le vetture, occorrerà prevedere anche in questo caso la sanificazione. Questa potrà avvenire con sostanze ad hoc che siano in grado di contrastare il virus ma, al tempo stesso, delicate sulle superfici per non rovinarle.

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