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Brexit senza accordo, cosa fare?

2 Apr 2019

Cosa succederà se il Regno Unito dovesse uscire dall’Unione Europea senza accordo? La presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato un opuscolo dal titolo Prepararsi al recesso senza accordo del Regno Unito dall’Ue il 29 marzo 2019, con informazioni sulle conseguenze e sui preparativi allo scenario di una Brexit senza Accordo di recesso.

L’opuscolo italiano riporta la data del 15 febbraio scorso, quando si era a poco più di un mese dall’uscita del Regno Unito. Tutto conoscono le vicende che hanno visto in primo piano la Camera dei Comuni alle prese con votazioni drammatiche che di fatto hanno spostato a venerdì 12 aprile la dead line per la Brexit.

Il governo italiano è corso ai ripari per tempo e ha specificato cosa fare in merito a commercio, dogane, traffico aereo e terrestre e molto altro.

Nei prossimi mesi purtroppo ci sarà uno sconvolgimento totale con cambiamenti epocali, per questo motivo la Ue ha chiesto agli Stati membri un approccio unitario con un piano di emergenza collettivo basato sul piano suggerito dalla stessa commissione il 13 novembre 2018.

Brexit, cosa succederà con tariffe, dogane e licenze

Con i nuovi obblighi giuridici, riporta il vademecum di Palazzo Chigi, che graveranno su chi importa merci inglesi, ci sarà bisogno di rinnovare certificati, licenze e autorizzazioni che non saranno più validi.

Nuove norme riguarderanno anche l’assistenza sanitaria, la sicurezza e l’ambiente con riferimento a merci importate dalla Gran Bretagna.

Cittadini italiani nel Regno Unito

Il 6 dicembre è stato reso pubblico il documento d’indirizzo sui diritti dei cittadini in caso di recesso senza accordo che comunque tende alla tutela dei diritti acquisiti per tutti i cittadini Ue che risultino continuativamente residenti nel Regno Unito da almeno 5 anni.

Chi vorrà raggiungere la Gran Bretagna dopo il 12 aprile 2019, dovrà basarsi sulla legislazione nazionale britannica in materia di immigrazione e sui principi di reciprocità pattuiti con i paesi di provenienza.

Non sarà più garantita la normativa sulla sicurezza sociale a chi migrerà dopo la Brexit. Fine anche a tutta l’attività di cooperazione giudiziaria, non sarà più valido il mandato di cattura europeo e le norme sulle estradizioni, così come non ci sarà più alcuna cooperazione investigativa e il trasferimento dei dati dei casellari giudiziari.

Il settore finanziario

Il settore finanziario godrà di finestre di proroga per un periodo di transizione mentre cesseranno gli accordi internazionali in tema di diritto societario e giustizia civile. Cadranno anche tutti gli accordi sula navigazione aerea ma saranno prese misure temporanee per assicurare i collegamenti di base che eviteranno l’interruzione di traffico aereo tra il Regno Unito e l’Unione.

Attenzione alle telefonate

Diventando un paese extracomunitario a tutti gli effetti, nel Regno Unito non si avrà più il roaming dei telefonini così come il commercio elettronico non sarà più dettato dalle regole europee.

Cittadini, preparatevi

La nota di Palazzo Chigi conclude con un avvertimento ai cittadini: “Qualsiasi azione del settore pubblico non potrà porre rimedio ai ritardi che i portatori di interessi avrebbero potuto eliminare per preparativi e azioni tempestive. Per questo motivo è di fondamentale importanza che tutti i soggetti interessati dal recesso del Regno Unito dall’Ue arrivino preparati alla data del recesso, tenendo conto di tutti gli scenari possibili, valutandone integralmente i rischi, e pianificando la risposta al fine di attutirli”.

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