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Brexit, il governo May ammette: giù il PIL per i prossimi 15 anni

30 Gen 2018

Le condizioni economiche del Regno Unito sono destinate a peggiorare quando la Brexit sarà operativa. A rivelarlo un nuovo rapporto del governo britannico, fatto trapelare dal sito d’informazione BuzzFeed news.

Gli scenari

Il documento prende in considerazione i tre scenari più plausibili per i 15 anni successivi all’uscita formale dall’Unione Europea: le perdite si attesterebbero sui due punti di PIL se il Regno dovesse restare nel mercato unico e nell’unione doganale, sui 5 punti qualora si trovasse soltanto un’intesa per il libero scambio e addirittura sugli 8 punti percentuali in caso di mancato accordo.

Le ripercussioni

La valutazione d’impatto prevede ripercussioni negative per tutti i settori dell’economia, per tutte le regioni del Regno Unito e in particolare evidenzia il rischio per lo status di Londra come centro finanziario di importanza capitale nella rete globale. Se non bastasse, a questi dati vanno aggiunti i costi sul breve periodo dettati dagli aggiustamenti ai nuovi accordi. La situazione sarebbe così negativa per l’economia britannica, che neanche contestuali accordi con colossi come USA, Cina, India, Australia o con Paesi del Golfo Persico e del Sud Est Asiatico riuscirebbero a coprire il danno economico derivante dalla Brexit.

Le reazioni dei due fronti

Da Downing Street, intanto, fioccano le smentite: l’analisi non valuterebbe l’ipotesi preferita dall’esecutivo ed ovvero quella di un accordo che comprenda il commercio e i servizi finanziari. Se dal fronte del Leave si denuncia una notizia “deliberatamente ritagliata”, gli europeisti d’Oltremanica si dichiarano allarmati per la prospettiva e chiedono la pubblicazione integrale del documento.

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