Italia in cammino

Sostegno alle famiglie e alla natalità: ecco come funziona

31 Gen 2018

Tra le tante novità della Legge di Bilancio 2017, valide anche nel 2018, ci sono diverse misure a favore delle future e delle neo mamme e delle famiglie in generale. Dal premio alla nascita da 800 euro al bonus bebè per i nuovi nati e adottati, dal bonus asilo nido al bonus baby-sitter senza scordare le agevolazioni per i minori affetti da gravi malattie che non permettono loro di andare a scuola.

Bonus mamma domani

Il premio alla nascita, o premio adozione, prevede un contributo di 800 euro per le donne che entrano nel 7° mese di gravidanza, che hanno partorito o che hanno adottato o preso in affido un minore a partire dal 1 gennaio 2017. Il beneficio è concesso in un’unica soluzione per l’evento, a prescindere dal reddito e dai figli nati o adottati contestualmente: l’intento del Governo è quello di sostenere il reddito delle future mamme che si trovano a sostenere ingenti costi sia dal punto di vista medico-sanitario che per i prodotti per l’infanzia.

Bonus bebè

Il bonus bebè, o assegno di natalità, è un contributo che lo Stato eroga, attraverso l’INPS, alle famiglie con basso reddito. Entro 90 giorni dalla nascita o dall’entrata in famiglia nel caso di un bambino adottato, può essere fatta domanda per ottenere un sostegno economico della durata di un anno. Per i redditi ISEE fino a 25mila euro sono previsti 80 euro mensili (un totale di 960), mentre per quelli che si fermano a 7mila euro vengono elargiti 160 euro mensili (per un totale di 1920). La soglia reddituale va considerata come somma dei redditi di entrambi i genitori nell’anno solare precedente la nascita del bambino ma non viene più considerato a partire dal quinto figlio in poi.

Bonus asilo nido

Dallo scorso 17 luglio è possibile presentare la domanda per ottenere dall’INPS l’Agevolazione per la frequenza di asili nido pubblici e privati. Il bonus prevede 1000 euro l’anno per tre anni, deve essere richiesto per via telematica ed è concesso ai bambini nati dopo il 1 gennaio 2016 che risultano iscritti ad asili nido pubblici o privati o famiglie con nuovi nati senza limiti di reddito ISEE. Il beneficio va a coprire direttamente la retta dell’asilo (sono previste infatti 11 mensilità): altrimenti, in caso di partecipazione parziale, viene ridotto proporzionalmente. Oltre al bonus statale ne è previsto uno ulteriore da 150 euro mensili che il datore di lavoro pubblico o privato può erogare al dipendente sotto forma di buoni pasto come misura di welfare aziendale completamente esentasse, quindi senza costi previdenziali o oneri fiscali a carico di imprenditore o dipendente.

Bonus bimbi malati

Simile al Bonus Asilo Nido è quello pensato per i bambini malati gravi, i minori di 3 anni con patologie croniche che non permettono loro di frequentare gli asili. Il bonus è sempre di 1000 euro per tre anni ed è spendibile per ogni tipo di misura di supporto presso l’abitazione del bimbo. L’unico requisito speciale che viene richiesto è un’attestazione rilasciata da un qualsiasi medico pediatra che certifichi l’impossibilità del bambino di frequentare l’asilo a causa della malattia.

Bonus baby sitter

Il bonus baby sitter è un’agevolazione che spetta a tutte le mamme che rinunciano al congedo parentale per tornare subito al lavoro. Rispetto al bonus asilo nido, questa agevolazione è vincolata ad una particolare situazione lavorativa (la rinuncia al congedo). Il bonus viene erogato sotto forma di voucher da 600 euro per sei mensilità, da spendere per il pagamento della retta del nido o per l’assistenza di una baby sitter che tra l’altro può essere anche una nonna o un nonno. Anche le lavoratrici part-time hanno diritto a richiedere i voucher che vengono proporzionati all’orario di lavoro svolto.

Bonus papà

Nel 2018 è stato rivista anche l’agevolazione che spetta ai papà lavoratori dipendenti al momento della nascita o dell’adozione di un figlio. Il congedo obbligatorio è fruibile dal padre entro il quinto mese dalla data di nascita del figlio, quindi durante il congedo di maternità. Ai padri spettano quattro giorni (fino al 2017 erano due), anche non continuativi, per gli eventi parto, adozione o affidamento. Il congedo facoltativo è invece condizionato alla scelta della moglie di non fruire di altrettanti giorni di congedo di maternità. Nei giorni di congedo l’INPS corrisponde un’indennità pari al 100% della retribuzione. Con i decreti lavoro del 2015, è stato inoltre esteso il limite d’età del figlio entro il quale richiedere il congedo parentale non retribuito, passato da 8 a 12 anni, e quello retribuito al 30%, passato dai 3 ai 6 anni (che diventano 8 per le famiglie a basso reddito).

Aiuti alle famiglie

Per il 2018 il Governo ha inoltre confermato, aggiornato e modificato altri bonus che vengono riconosciuti alle famiglie con un basso livello di ISEE per sostenerne il reddito. Per i nuclei più numerosi è possibile richiedere l’Assegno terzo figlio o anche il Bonus famiglie numerose, che prevede l’erogazione di una Carta Famiglia per ottenere sconti e detrazioni, il Bonus Libri scolastici fissato su base regionale. Sono stati confermati il Fondo a sostegno della natalità, che garantisce l’accesso delle famiglie che avranno un nuovo nato a prestiti fino a 10mila euro da restituire in 7 anni con garanzia dello Stato e gli sconti da richiedere al CAF sulle bollette di luce, gas, canone telefonico e canone RAI.

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