Italia al Lavoro

Avanzano le forme pensionistiche alternative

23 Nov 2018

Il futuro delle pensioni prevede entrate mensili più leggere ma possibilità di riscuotere l’assegno più a lungo.

Dal 2012, anno in cui è scattata la riforma più ampia dei giorni nostri, ad oggi il settore previdenziale ha navigato in acque tormentate da continue innovazioni.

È il caso di dire che il settore compie un passo avanti per poi tornare su vecchi percorsi.

Potremmo parlare di una sorta di gioco dell’oca su uno scacchiere, in cui ipotetiche pedine compiono passi avanti e retromarce repentine.

Le novità del ‘gioco’ ricadono sulle spalle di coloro che giorno per giorno, anno dopo anno, stanno costruendo la loro quota previdenziale, per potersi assicurare un giorno una pensione e godersi il meritato riposo dopo una vita di lavoro.

 

La famosa “quota cento manda in pensione la riforma Fornero

Ma per il settore previdenziale non sembra esserci davvero pace e soprattutto a mancare sono le certezze.

La domanda che ricorre più spesso è “quando potrò davvero andare in pensione?”.

Di riforma in riforma si è passati attraverso calcoli e ipotesi diverse.

Quando sembrava che la famigerata riforma Fornero potesse aver tracciato il solco tutto è cambiato di nuovo.

Già in campagna elettorale i componenti del governo-giallo verde avevano parlato di rivoluzionare il settore previdenziale, mandando in pensione definitivamente la riforma delle pensioni Fornero che ha visto la luce nel 2011, varata dall’allora governo Monti.

 

Oggi il governo di coalizione, composto da Lega e Movimento 5 stelle, ha portato avanti la promessa ed inserito nel Def, il cosiddetto Documento di economia e finanza, la famosa “quota 100”.

 

Ad oggi il futuro delle pensioni naviga nel mare agitato delle incertezze, dando sempre più valore alla previdenza complementare privata, che sembra essere una strada obbligata, soprattutto se i giovani vorranno godere di una pensione.

 

Pensione alternativa? Si grazie!

I tumulti attraverso i quali avanza il sistema previdenziale in Italia, sono tali da ipotizzare che per garantirsi una mensilità al momento della pensione non resta che volgere lo sguardo verso le forme pensionistiche private, la cosiddetta previdenza complementare che vanta tutta una serie di strumenti come i Fondi pensione negoziali (conosciuti come fondi chiusi) i Fondi pensione aperti, i Piani individuali pensionistici.

 

Se i fondi negoziali nascono sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali di settori specifici, i fondi pensione aperti, forme pensionistiche complementari, possono essere sottoscritti ad esempio presso le compagnie assicuratrici anche in seguito ad iniziativa del singolo.

 

Scegliendo la strada ‘assicurativa’ il lavoratore potrà anche procedere con un‘adesione individuale, senza beneficiare del contributo del datore di lavoro, e costruire da sé un fondo pensionistico individuale.

 

L’universo assicurativo propone innumerevoli soluzioni e per poterle conoscere un po’ più a fondo non resta che farsi aiutare da chi nel settore opera da tempo con professionalità.

Parliamo di una realtà come  Mioassicuratore.it  il broker virtuale nato da una Start up tutta italiana nel 2015, che grazie al servizio di comparazione è in grado di condurre l’utente verso la scelta più adeguata, offrendo il giusto know how, e proponendo soluzioni a misura fra le quali l’utente sceglierà quella che risponde perfettamente alle esigenze.

La scelta di un fondo pensione aperto o negoziale

Chi opta per una forma integrativa di previdenza deve considerare tre importanti decisioni, da prendere con consapevolezza.

Nel dettaglio è necessario considerare:

. la percentuale dello stipendio lordo che si intende versare al fondo;

. la linea di investimento verso la quale muoversi e quindi azionaria, obbligazionaria, bilanciata, garantita. Linea che può essere modificata strada facendo.

. la scelta di destinare oppure no il Tfr (Trattamento di fine rapporto) al fondo oppure lasciarlo maturare in azienda.

 

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