News

Auto Elettriche: arrivano le batterie al grafene

1 Ott 2018

Nel 2017 il mercato globale delle auto elettriche ha potuto contare sulla vendita di quasi 1,2 milioni di esemplari, con una crescita del 57% rispetto al 2016 e più del doppio se raffrontata ai numeri del 2015.

Parliamo di un trend decisamente positivo soprattutto considerando le previsioni future ed i numeri del 2018, che ipotizzano una crescita importante con vendite che potrebbero sfiorare i due milioni di veicoli.

 

La dinamica italiana

Anche nel nostro paese le vendite registrano una crescita, anche se i numeri non garantiscono lo stesso ritmo dei mercati europei e globali.

In Italia nel 2017 sono state vendute 4.827 auto elettriche (erano 2.560 nel 2016) ancora decisamente poche perché a conti fatti rappresentano soltanto lo 0,24% del totale dei veicoli italiani (0,1% nel 2016).

Fra le auto vendute troviamo 1.964 full-electric (+40% rispetto al 2016) e 2.863 “plug in”, aumentate del 150%.

I numeri italiani in realtà si rivelano ben lontani da quelli di Norvegia e Germania, che con 62.000 e 55.000 immatricolazioni svettano in classifica sui mercati europei.

Anche se limitati i numeri italiani dimostrano un interesse in costante crescita ed un settore che nel primo semestre del 2018 ha visto l’immatricolazione di 4.129 auto elettriche con un aumento dell’89%.

La crescita ha coinvolto anche le infrastrutture di ricarica, essenziali per potenziare il settore e convincere gli italiani ad acquistare un’auto elettrica.

A fine 2017 nel nostro paese erano presenti circa 2.750 punti di ricarica pubblici – +750 rispetto al 2016 – con una distribuzione sul territorio decisamente sbilanciata a livello geografico e differenze sostanziali fra le varie aree del paese.

I dati emergono dall’E-Mobility Report 2018, presentato i giorni scorsi dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano durante il convegno “L’Italia alla sfida della mobilità elettrica”, che ha aperto i lavori di THAT’S MOBILITY nella città meneghina.

 

È la Cina il mercato più importante

I numeri parlano chiaro è la Cina il più importante mercato dell’auto elettrica, dove le vendite hanno toccato quota 580mila, con una crescita del 72% rispetto all’anno precedente.

Seguono a ruota l’Europa con 290mila vetture ed un +39%, e gli Stati Uniti con 200mila veicoli ed un +27%.

Il Giappone vanta la quarta posizione con 56.000 veicoli venduti ma si dimostra il mercato più operoso ed in evoluzione perché la crescita è addirittura arrivata a quota + 155%.

 

In Italia mancano gli incentivi per spingere all’acquisto di un’auto elettrica

Nel nostro paese la crescita delle auto elettriche è rallentata dalla mancanza di appropriati incentivi statali.

I meccanismi di incentivazione sono previsti in taluni casi solo a livello locale e prevedono una riduzione dei costi di circolazione dei veicoli, così come uno sconto sul bollo e l’accesso gratuito a talune aree di parcheggio.

In Europa i paesi dove le immatricolazioni sono cresciute in maniera significativa sono proprio quelli dove è stata messa in pratica una politica di incentivazione, diretta all’acquisto, all’uso e alla circolazione.

È il caso della Norvegia che prevede incentivi diretti quali il -25% dell’IVA al momento dell’acquisto, e indiretti come l’accesso gratuito o a prezzo agevolato a parcheggi, traghetti ecc. ecc.

Inoltre in Norvegia è stato messo a punto un sistema di imposte che penalizza i possessori delle auto più inquinanti.

La Germania ha realizzato un sistema che propone un incentivo diretto all’acquisto pari a 4mila euro per un BEV e 3mila per un PHEV.

Incentivo diretto all’acquisto anche in Francia che mette a disposizione 6mila per entrambe le tipologie e aggiunge una somma ulteriore nel caso in cui il possessore decida di sostituire il vecchio veicolo diesel.

 

L’infrastruttura di ricarica il grosso limite italiano

In Italia il grosso limite è rappresentato dall’infrastruttura di ricarica, che non risulta sufficiente per una diffusione più ampia dei veicoli elettrici, ma soprattutto si tratta di una infrastruttura decisamente sbilanciata a livello territoriale con un grosso divario fra nord e sud.

Inoltre la maggior parte dei punti di ricarica è collocato nei contesti urbani (50%) e nei punti di interesse (45%), mentre fuori dalle città le opportunità di ricaricare la vettura sono pochissime

(5%).

A frenare l’acquisto: i costi ancora elevati e l’inadeguatezza della rete di ricarica

A frenare l’acquisto delle vetture elettriche è soprattutto il costo, ancora troppo elevato. Lo confermano tre potenziali acquirenti su quattro.

Ma a non convincere è anche l’inadeguatezza della rete di ricarica (50%) e l’autonomia limitata delle vetture (22%).

Chi utilizza un’auto elettrica spiega che copre il tragitto casa-lavoro e compie viaggi piuttosto brevi, è solo la metà dei possessori ad avventurarsi su percorsi lunghi.

 

Con il grafene le batterie potrebbero ricaricarsi in soli 12 minuti

Il problema della ricarica per le auto elettriche è un nodo centrale.

Oggi i tempi di ricarica delle batterie al litio sono ancora troppo elevati, per questo i ricercatori hanno allo studio soluzioni innovative.

Fra queste la più interessante è garantita dall’uso del grafene.

Se il progetto verrà commercializzato potrebbe davvero cambiare la mobilità.

Alla novità stanno lavorando i ricercatori Samsung, affiancati da un team della Seoul National University. Si tratta di una novità interessante che poggia sull’utilizzo del grafene combinato ad un amalgama di ossigeno e silicio (SiOx).

Quella che gli studiosi definiscono tecnologia della “palla di grafene” consentirà di realizzare batterie decisamente innovative in grado di caricarsi in soli 12 minuti, con tempi 5 volte più rapidi di quelli attuali.

 

 

NOTIZIE CORRELATE

News

Satana e il riscaldamento globale, la Serie A, la Roma e la Lazio: l’ironia dei social

10 Dic 2018

Oggi, pur essendo lunedì, invece di iniziare la nostra rassegna social col calcio e col weekend di Serie A, parliamo di una dichiarazione che ha stuzzicato il web.   Se il riscaldamento globale, come sostiene Ceresani, è colpa di Satana,

News

Salvini, Pamela Anderson, Toninelli e la manovra: la rassegna social

7 Dic 2018

Bentornati alla nostra sempre puntuale rassegna social: oggi –  come d’altronde spesso accade – Salvini la fa da padrone, direttamente o indirettamente.   Tante persone twittano cose riguardanti il prode Ministro dell’Interno, ma stavolta il tweet arriva da oltreoceano e,

News

Acqua bene comune: come farne un uso consapevole

di Manuela Michelini, 4 Dic 2018

L’acqua è il bene comune da salvaguardare, la risorsa più preziosa fra quelle di cui disponiamo in natura. Si tratta di un bene da salvaguardare assolutamente soprattutto considerando le necessità future.   In Italia il consumo medio di acqua potabile