Italia al Lavoro

Assicurazione professionale: come funziona il claim’s made

18 Dic 2018

Come tutti i professionisti sapranno, dal 15 agosto del 2013 è diventata obbligatoria per legge la stipulazione di un’assicurazione professionale di tipo RC.

Secondo quanto prescritto dalla norma, tutti i professionisti regolarmente iscritti a un albo devono essere coperti da una simile polizza assicurativa. Lo scopo della legge di pochi anni fa è quello di evitare che, in caso di errore non volontario nell’espletamento della professione, il danno a terzi non venga adeguatamente risarcito o che il professionista debba impelagarsi in rogne legali che potrebbero portar via più soldi e tempo del previsto.

Il costo delle assicurazioni professionali è infatti piuttosto contenuto se paragonato all’effettivo aiuto e vantaggio che offrono nel caso in cui dovesse mai capitare un incidente o un errore umano, possibilità da dover considerare anche nel caso di un avvocato, un medico o un architetto.

Nel caso in cui infatti dovesse verificarsi un sinistro, se il terzo colpito dall’errore involontario del professionista dovesse rivalersi, è la polizza stessa che interviene per poter versare il dovuto rimborso e coprire così il danno arrecato. Non operare o prestare il proprio servizio sprovvisti della copertura assicurativa è un illecito per tutti i professionisti e i singoli ordini provvedono ai sistemi di punizione in caso di mancata attivazione dell’assicurazione professionale.

Al momento in cui il professionista ha i primi contatti con il cliente deve infatti fornirgli non solo gli estremi della polizza ma anche il massimale contratto con la stessa. Per poter trovare diversi massimali o costi annui delle assicurazioni, online sono presenti numerosi comparatori che permettono di avere un’idea dei costi/benefici offerti da ogni singola compagnia assicuratrice.

Le clausole delle assicurazioni professionali: retroattività e claim’s made

Sono diverse le clausole che possono essere incluse in una polizza professionale, ma le più discusse e le più interessanti sono essenzialmente due: la retroattività e il claim’s made. Anche se vengono considerate in modo separato, in verità è meglio includere entrambe nell’assicurazione che si andrà ad attivare, l’una senza l’altra ha infatti una funzione molto limitata e per goderne appieno dei vantaggi offerti è meglio includere ambo le clausole nel contratto assicurativo.

Con la retroattività si intende che tutti gli errori fatti anche prima della stipulazione della polizza vengono coperti, purché (e qui sta il trucco del claim’s made) vengano denunciati e resi noti solo dopo la stipulazione della polizza stessa.

Il claim’s made è infatti una dicitura presa in prestito dal mondo assicurativo anglosassone e va a identificare una modalità di copertura che corrisponde “a richiesta fatta”.

Quindi se nella polizza si includono queste due clausole, se anche dovesse pervenire una denuncia per operato non professionale per una prestazione di lavoro avvenuta prima del momento in cui si è attivata l’assicurazione, la retroattività e il claim’s made obbligano la compagnia assicuratrice ad agire come se fosse un qualsiasi caso di cattivo operato avvenuto dopo l’attivazione della polizza.

A seconda della professione esercitata e dell’albo di appartenenza, variano i casi considerati come omissioni o come errori professionali e bisogna informarsi con la compagnia assicuratrice leggendo nel dettaglio quando e come si attiva la copertura e per quali tipi di eventuali danni arrecati a terzi.

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