Italia in cammino

L’Art Bonus rilancia la cultura del mecenatismo in Italia

26 Gen 2018

In un Paese che vanta oltre 50 siti protetti dall’Unesco, il provvedimento dell’Art Bonus è uno strumento necessario per difendere la vera ricchezza dell’Italia: borghi, musei, parchi archeologici. Oltre 200 milioni di euro stanziati per i beni culturali alla fine del 2017, con il restauro del Museo Egizio di Torino completamente finanziato dalla Fondazione San Paolo, ma anche una sezione apposita per Chiese ed edifici gravemente lesionati dagli eventi sismici nel Centro Italia. L’Art Bonus è un credito d’imposta, dal 2016 permanente al 65%, per erogazioni in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, un settore di straordinaria potenzialità per l’Italia, che necessita sempre più del sostegno dei privati.

Che cos’è

Il decreto legge n. 83 del 2014 ha introdotto, nell’ambito delle disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, un credito d’imposta a favore di erogazioni liberali a sostegno della cultura. La legge di stabilità del 2016 lo ha reso permanente: il donatore, persona fisica o giuridica, che diventa un moderno Mecenate, gode di un regime fiscale agevolato nella misura di un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate. L’Art Bonus rende più semplici i meccanismi per finanziare e sostenere i beni culturali, superando la dicotomia che prevedeva una detrazione per le persone fisiche e una deduzione dalla base imponibile alle persone giuridiche. L’obiettivo è incentivare sempre di più i privati a sostenere quello che per l’Italia è un patrimonio inestimabile attraverso la semplice fruibilità delle informazioni e la totale trasparenza rispetto a ogni singola raccolta fondi, con la tracciabilità dell’erogazione e la documentazione delle spese.

Come funziona

Le erogazioni dei privati devono riguardare interventi specifici a sostegno di luoghi della cultura pubblici o di appartenenza pubblica. L’Agenzia delle Entrate ha richiesto che le donazioni siano ‘tracciabili‘, effettuate quindi tramite banche, uffici postali, carte di credito o assegni. È sufficiente poi conservare copia del documento con la causale del versamento che certifica l’erogazione e compilare un semplice form online per comparire sull’elenco dei pubblici mecenati disponibile online (www.artbonus.gov.it). Sarà compito dei beneficiari documentare la destinazione e l’utilizzo delle erogazioni. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo e spetta alle persone fisiche ed agli enti non commerciali nei limiti nel 15% del reddito imponibile mentre per i soggetti titolari di reddito d’impresa fino al 5 per mille dei ricavi annui.

A chi spetta

Possono essere finanziati interventi di restauro, protezione e manutenzione di Beni Culturali pubblici ma anche misure a sostegno di Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica oltre che di Fondazioni lirico-sinfoniche, Teatri, Istituzioni concertistico-orchestrali e circuiti di distribuzione. Non sono escluse poi associazioni e fondazioni private che sono concessionari o affidatari di beni culturali pubblici. Dal 2017 possono essere beneficiari tutti i soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS): l’Art Bonus nasce infatti per essere allargato a tutti gli ambiti della cultura. Chi vuole diventare Mecenate ma non sa cosa finanziare, può attraverso il sito internet www.artbonus.gov.it segnalare la sua disponibilità o verificare quei beni o enti che hanno già usufruito di erogazioni liberali.

Chi sono i mecenati

Secondo i dati del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, i mecenati sono per il 73% persone fisiche, a testimonianza di quanto il patrimonio culturale sia riconosciuto da tutti come una risorsa fondamentale del paese: la media delle donazioni è 1670 euro. Le imprese (20% dei donatori) e gli enti (6%) hanno effettuato erogazioni per 167290 euro e 132152 euro. Chiaramente però la maggior parte degli interventi sono stati coperti dai finanziamenti di queste ultime due. Quello che si può leggere è una vera e propria rivoluzione culturale, con sempre maggiori donazioni e sempre più attori coinvolti.

Gli interventi finanziati

A fine 2017 l’Art Bonus ha superato il tetto dei 200 milioni di euro donati, con oltre 1300 interventi finanziati da circa 6400 mecenati: una vera rivoluzione culturale. Tra gli interventi di spicco la Compagnia San Paolo ha stanziato 20,3 milioni di euro per il Museo Egizio di Torino, Unicredit invece ha coperto la metà dei 14 milioni previsti per gli interventi di restauro dell’Arena di Verona. A Firenze, la basilica della Santissima Annunziata e alcune sale degli Uffizi sono state riallestite grazie ai 600mila euro donati dal gruppo Ferragamo. Percorrendo la penisola verso sud, in Puglia sono stati raccolti 1,2 milioni che permetteranno di rinascere all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce. Il bene che ha il record di erogazioni è la Fondazione Teatro alla Scala di Milano, con ben 44 milioni di euro raccolti, ma tutto il settore lirico-sinfonico, già preparato ad avere una raccolta strutturale, ha raggiunto obiettivi importanti.

Semplicità e trasparenza erano tabù da sconfiggere, la lenta e complicata burocrazia era la barriera da abbattere per permettere lo sviluppo di una partecipazione dei privati a tutela del bene pubblico. Oltre ai primi dati sicuramente confortanti, il risultato più positivo è che l’Art Bonus ha reso il mecenatismo una pratica diffusa, aperta a tutti i settori della cultura e, dal 2016, un processo irreversibile.

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