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Vaccini: il modello California

di Isabella Weiss, 21 Apr 2017

Per il Consiglio di Stato italiano è legittimo l’obbligo di vaccinare i bimbi per l’accesso alla scuola materna e agli asili nido. Qui Isabella Weiss Di Valbranca, dagli Stati Uniti, racconta come in California la legge abbia funzionato.

 

Dopo aver letto che l’Italia è entrata fra i paesi a rischio per il morbillo, con probabili gravi ripercussioni sul turismo, dopo aver visto trasmissioni tv a senso unico e letto pericolose opinioni che non hanno fondamento scientifico viene voglia di condividere l’esperienza californiana, che fa pensare al detto americano “been there, done that”. Perché ci sono passati prima loro e hanno deciso di prendere provvedimenti.

L’ondata anti-vaccini in California è stata arginata

In California la moda naturista e il libero pensiero, una certa tendenza hippie e la ricerca di esoterismo e spiritualità sono stati sempre presenti, fin dagli anni ’60, mischiandosi al pensiero scientifico, alla ricerca in campo medico e alla tecnologia.
L’ondata anti-vaccini c’è stata, è stata seguita ma è stata arginata, non da teorie e da scuole di pensiero, ma dai numeri. Si è fermata davanti alla morte di dieci neonati nel 2011 dopo un’epidemia di morbillo che ha coinvolto ben 9120 persone.
La morte di questi innocenti ha fatto prendere coscienza all’opinione pubblica e al governo, ha fatto capire che non si possono rischiare vite a causa di chi, spesso in modo irresponsabile e puramente aleatorio, decide di non vaccinare i propri figli diffondendo così malattie potenzialmente pericolose ed intaccando la protezione di “gregge” che protegge appunto i più piccoli e i più indifesi.

La battaglia pro-vaccini

 La California, stato fra i più liberali degli Stati Uniti, dove libertà, uguaglianza e diritti civili delle persone sono sempre stati considerati importantissimi, ha deciso così di intraprendere una battaglia pro-vaccini.
Lo Stato che prima accettava che ci si sottraesse ai vaccini per motivi religiosi e personali ai vaccini, nel 2015 tramite il Governatore Brown, è riuscito a far passare in Senato una legge che vieta ai genitori di poter esentare i loro figli dalle vaccinazioni obbligatorie per questi motivi. 
Adesso è praticamente impossibile far entrare un bambino in una scuola pubblica o privata californiana senza che abbia tutte le vaccinazioni obbligatorie in regola, a meno che un medico non accerti condizioni di salute molto gravi che impediscano la vaccinazione,condizioni magari temporanee e che non escludano vaccinazioni future. 
Ma non sono solo i bambini ad essere vaccinati: ad esempio chi come la sottoscritta ha preso la carta verde ed è diventata residente permanente negli Stati Uniti, oltre a chi ha visti di lavoro, deve dimostrare di essere stato vaccinato o deve fare al più presto (prima di presentare altri documenti) le vaccinazioni contro morbillo, varicella, orecchioni, rosolia, epatite A e B, pertosse, difterite, polio, tetano e anche influenza B. 

La bufala che connette vaccini ad autismo

La confutata teoria che i vaccini possano portare all’autismo è nata ben 20 anni fa, da uno scritto del dottore britannico (in seguito radiato dall’ordine dei medici) Wakefield, che legava il vaccino trivalente MMR (morbillo, orecchioni e rosolia) a casi di autismo.
Il suo scritto è stato in seguito cancellato dalla rivista Lancet dove era stato in origine pubblicato,  per via non solo di errori procedurali, ma anche di conflitti di interesse e violazioni etiche e lo stesso dottore ha perso la sua licenza. 
Le scoperte americane più recenti, se qualcuno si prendesse la briga di pubblicarle e diffonderle,ci dicono invece che l’autismo si può scoprire ben prima di vaccinare un bambino e addirittura anche quando il bambino è ancora nell’utero.
Inoltre si stanno avviando studi su come alcune infezioni prese dalla mamma durante la gestazione potrebbero influire su un probabile autismo del nascituro. 
Non esiste dimostrazione scientifica che metta in correlazione vaccini e autismo
Certo, i nuovi vaccini si sono sviluppati negli ultimi venti anni e circa 14 punture prima dei 6 anni d’età possono spaventare i genitori, ma se si prendono i numeri e solo i numeri, si vede come i vantaggi dei vaccini sono notevolmente maggiori dei rischi.

L’immunità naturale non esiste

Quelli che invocano l’immunità naturale, cioè che ammalarsi “faccia bene” e renda immuni naturalmente, forse non sanno che il rischio è che 1 bambino su 500 possa morire dopo aver contratto il morbillo, mentre il rischio per chi si vaccina è di 1 su 1 milione e si tratta principalmente di gravi reazioni allergiche. 
Chi si preoccupa della formaldeide e del mercurio forse non sa che queste sostanze sono presenti in tali minime quantità nei vaccini da non essere tossici e forse ignora anche che la formaldeide viene usata nei prodotti alimentari, soprattutto quelli affumicati.
Magari questo genitore premuroso decide di non vaccinare il proprio figlio per questo motivo, mettendo a rischio anche i figli degli altri, ma gli offre però del buon prosciutto affumicato. 
Chi poi dice che basta “essere puliti” e rispettare delle buone condizioni igienico sanitarie non sa che ad esempio in California l’anno prima prima del 1963 (quando è stato introdotto il vaccino contro il morbillo) c’erano stati ben 400.000 casi, mentre già nel 1970 i casi erano scesi a 25.000, a parità di condizioni igieniche.
Sono le cifre del passato a dire la verità, le cifre delle morti infantili, i casi di poliomielite che affliggevano anche solo la generazione dei nostri genitori e nonni, le morti per vaiolo, il grande sconfitto del secolo scorso, che uccideva migliaia di bambini e adulti. In questo modo invece di andare verso il futuro si sta propagandando l’ignoranza, l’oscurantismo, il medioevo della scienza e l’involuzione della medicina. 

La scuola italiana in California e i vaccini

A San Francisco, la direttrice de La Scuola Italiana, fiore all’occhiello dell’istruzione Made in Italy negli USA, Valentina Imbeni, ci racconta che non farebbe mai iscrivere alla sua scuola un bambino non immunizzato, non solo perché sarebbe contro la legge, ma anche perché è fermamente convinta sia come scienziata (Valentina ha un PHD e un passato da ingegnere biomedico) e sia come mamma, che vaccinare sia l’unica strada possibile per proteggere i più piccoli e i più deboli e per sconfiggere malattie pericolose, che ancora oggi uccidono migliaia di bambini nelle zone del mondo più disagiate. In paesi dove non si ha la possibilità di accedere alle vaccinazioni, infatti, il 40 % dei bambini muoiono a causa del morbillo (dati OMS). 
 
In California sono andati anche oltre per proteggere i bambini, proteggendoli anche da genitori poco illuminati: si legge su publichealth.org che dal 2011 le bambine dai 12 anni in su possono decidere di vaccinarsi contro il papilloma virus (HPV) anche senza l’autorizzazione dei genitori.  
Speriamo con tutto il cuore che in Italia questa “moda” antica di 20 anni, questa ondata di paura ingiustificata verso la scienza, possa sgonfiarsi al più presto e che le autorità competenti possano prendere decisioni serie e drastiche se l’immunizzazione di gregge dovesse subire un calo pericoloso. Non bisogna attendere emergenze, epidemie e morti, per capire l’importanza dei vaccini e la loro assoluta necessità

Laureata in giurisprudenza, giornalista, residente a San Francisco ma orgogliosamente romana! Responsabile comunicazione del circolo PD San Francisco.

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