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#senzadime: gli elettori del PD contro l’alleanza con i grillini

7 Mar 2018

Ormai da oltre un giorno al vertice della classifica dei trend topic di Twitter l’hashtag #senzadime, con cui molti elettori del Partito Democratico si stanno dicendo assolutamente contrari a qualsiasi appoggio ad un governo del Movimento 5 Stelle: il rischio c’è, anche se fino a questo momento solo Michele Emiliano ha fatto un’apertura concreta. I volti di chi vuole appoggiare i grillini dovrebbero (ma non è affatto scontato) venir fuori lunedì in Direzione, ma intanto in molti sui social si stanno chiedendo come sia configurabile un’alleanza tra due forze che appaiono del tutto incompatibili.

L’ennesimo appello alla responsabilità

Leggendo i quasi 20mila tweet contrassegnati dall’hashtag #senzadime la prima considerazione che fanno in molti è chiedersi perché il PD rimanga al centro della scena politica e sia considerato da molti fondamentale per la formazione del prossimo governo. E’ evidente, come hanno detto i vertici del PD, che gli elettori vogliono la sinistra all’opposizione. Eppure in molti chiedono al PD, per l’ennesima volta, di essere responsabile e probabilmente di rappresentare un baluardo ad un esecutivo nascente che potrebbe essere altrimenti eccessivamente estremista. Ma il popolo di un PD adesso corteggiato dal Movimento 5 Stelle ricorda diversi episodi spiacevoli: fino al 4 marzo gli elettori democratici venivano chiamati ‘pidioti’, ‘mafiosi’ o direttamente ‘rincoglioniti’. Nel 2013, a parti rovesciate, l’ex segretario PD Bersani, incaricato dal Presidente Napolitano di trovare una maggioranza, fu sostanzialmente umiliato dai rappresentanti dei 5 stelle che chiusero in maniera arrogante ad ogni ipotesi di alleanza, il tutto in diretta streaming.

Da ‘traditori’ a ‘responsabili’

Delle tante incoerenze ce n’è un’altra che emerge dai tweet con hashtag #senzadime: perché era una vergogna governare con il sostegno di Alfano, Verdini, Lorenzin mentre adesso chiunque appoggerà il governo sarà solo responsabile? Molti ricordano che anche il PD nel 2013 non aveva i numeri per governare e fu costretto a trovare un’intesa con altre forze politiche. Il tutto mentre pentastellati e leghisti si dicevano indignati e promettevano una volta al governo la riforma costituzionale per introdurre il vincolo di mandato e porre fine ai cambi di casacca: ora insieme Di Maio e Salvini avrebbero i numeri per governare insieme e realizzare le tante ‘folli’ promesse che hanno realizzato. E allora non sarà che forse accogliere a braccia aperte qualche parlamentare del PD sia la strategia perfetta per avere un ‘capro espiatorio‘ a cui imputare gli insuccessi?

Incompatibilità di programmi

C’è poi un dato fondamentale che è fuori dai giochi di palazzo: l’incompatibilità di programmi. Sempre nel lontano 2013 i pentastellati annunciarono un’opposizione responsabile: poi non votarono le unioni civili, la legge sul dopo di noi, adesso si scagliano sull’obbligo vaccinale imposto dal decreto Lorenzin. Il popolo del #senzadime dice ai grillini che è molto facile vincere promettendo l’impossibile, sfruttando la condizione di molti disoccupati nel Mezzogiorno che invocano le misure assistenzialiste contenute nel programma. Poi però c’è da fare i conti con la macchina politica, complessa e dai tempi lunghi (ricordiamoci come è finito il referendum costituzionale): dopo anni di insulti ora il blog dei grillini tacce e Di Maio apre esplicitamente ad un PD senza Renzi, dando ancora una volta la prova di aver fatto una campagna contro una persona e non con idee e proposte concrete.

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