Le false ragioni del no

SUPERA IL BICAMERALISMO?

No, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

Falso
Il bicameralismo rimane solo sul 3% delle leggi. Le competenze Stato-Regioni sono più chiare rispetto all’attuale Costituzione che ha generato 1500 ricorsi dal 2001 a oggi.

DIMINUISCE I COSTI DELLA POLITICA?

No, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?

Falso
I risparmi complessivi sono circa 500 milioni di Euro all’anno. Se si riducono le competenze del senato è normale ridurre il numero dei senatori.

È IL FRUTTO DELLA VOLONTÀ AUTONOMA DEL PARLAMENTO? 

No perché è stata scritta sotto dettatura del Governo

Falso
Il Governo ha presentato il disegno di legge iniziale, ma in Parlamento sono state fatte più di 120 modifiche.

È UNA RIFORMA LEGITTIMA? 

No perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale

Falso
La Corte Costituzionale, quando ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, ha detto che la sentenza non aveva “nessuna incidenza” sui poteri del Parlamento che in quel momento stava già discutendo una riforma costituzionale. Se avesse voluto vietarlo, la Corte lo avrebbe detto esplicitamente.

È UNA RIFORMA CHIARA E COMPRENSIBILE? 

No, è scritta in modo da non essere compresa

Falso
Nessun testo di legge è perfetto, ma non è vero che ci sono norme incomprensibili. Basta leggere.

GARANTISCE LA SOVRANITÀ POPOLARE? 

No perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri

Falso
La riforma non espropria nulla alla sovranità popolare e non dà nessun potere in più alla maggioranza. L’Italicum attribuisce il premio di maggioranza a chi ottiene il 40% al 1° turno, o vince il ballottaggio. Se gli elettori votano al ballottaggio, può vincere solo chi a votare ci va, come in qualsiasi sistema a doppio turno.

PRODUCE SEMPLIFICAZIONE? 

No, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione

Falso
I procedimenti sono solo due: quello in cui le camere votano con uguali poteri e quello in cui il Senato esprime proposte non vincolanti che la Camera può accettare o no. Ci sono piccole varianti, ma sono chiarissime e semplici da applicare.

È UNA RIFORMA INNOVATIVA?

No, conserva e rafforza il potere centrale danno delle autonomie, private di mezzi finanziati

Falso
La riforma ridà allo Stato competenze che era assurdo dare alle regioni, come il commercio internazionale, le infrastrutture, l’energia, il turismo. Non si prevede nessuna riduzione dei mezzi finanziari delle regioni che vengono rese più efficienti, eliminando i finanziamenti ai gruppi consiliari e mettendo un tetto alle indennità dei consiglieri.

AMPLIA LA PARTECIPAZIONE DIRETTA DA PARTE DEI CITTADINI?

No, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare

Falso
Oggi quasi nessuna legge di iniziativa popolare arriva a essere discussa. La riforma alza il numero di firme necessario, ma garantisce che le leggi popolari siano votate entro tempi certi.

GARANTISCE L’EQUILIBRIO TRA I POTERI COSTITUZIONALI?

No, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio

Falso
Le garanzie sono superiori a quelle attuali. Oggi la maggioranza può eleggere da sola il Presidente della Repubblica. Con l’Italicum la maggioranza ha 340 parlamentari. Per eleggere il Presidente della Repubblica ci vogliono come minimo 438 voti e quindi serve il voto di 98 senatori, il che è impossibile senza l’opposizione. Il Presidente nomina cinque membri della Corte Costituzionale. Altri cinque li nomina la magistratura. Solo cinque li nomina il Parlamento. Quindi almeno 10 su 15 saranno indipendenti dalle scelte parlamentari.