Politica

La Bolognina: Renzi vince nel luogo storico della sinistra

di Claudio Petruccioli, 27 Mar 2017

In giro per l’Italia ho qualche amico, molti sono vecchi compagni; abbiamo vissuto insieme i travagli, le difficoltà, le speranze di tutti questi anni trascorsi da quando è finita la storia del Pci. Qualche telefonata, qualche email; ci teniamo in contatto e cerchiamo di restare aggiornati.

Ho chiesto a questi miei “corrispondenti” di farmi sapere i risultati del voto nei circoli che ciascuno frequenta.  Ho avuto risposte da varie parti.

Bolognina, luogo storico della sinistra

Mi ha colpito soprattutto il risultato del circolo “Bolognina”, un luogo “storico” per la sinistra italiana. Qui, infatti, il 12 novembre 1989 (più di ventisette anni fa!), una domenica mattina, durante la celebrazione del 45° anniversario della battaglia partigiana di Porta Lame, scoccò la prima scintilla di quella che, poi, tutti chiameranno – e chiamano ancora – “la svolta”.

Il protagonista fu Achille Occhetto, da diciassette mesi segretario del Pci. Tre giorni prima era caduto il muro di Berlino, costruito nell’agosto 1961; era restato in piedi 28 anni.

Nessuna caduta di partecipazione

Il primo dato che ha attirato la mia attenzione è stato il numero dei votanti: 80, identico a quello del 2013, senza nessuna caduta di partecipazione. Di questi, 45 voti sono andati a Renzi, 34 a Orlando e 1 a Emiliano. La volta precedente Cuperlo aveva ottenuto 35 voti, Civati 23, Renzi 18 e Pittella 4.

A tre anni e più di distanza qualche cambiamento nella platea certamente ci sarà stato. Tanto più mi sembra significativa la costanza delle posizioni espresse. Non la prenderanno male Cuperlo e Orlando se considero il consenso da loro raccolto espressione di un orientamento pressoché identico e numericamente stabile.

Renzi, invece, passa da 18 a 45 voti; non si può spiegarlo altrimenti che con la conquista di gran parte di coloro che nel 2013 votarono per Civati sperando in innovazioni rapide e incisive.

Per carità, è solo il congresso di un circolo. Ma questi dati dicono che – almeno alla Bolognina – i termini del confronto politico e culturale che si svolge in questo congresso non sono affatto casuali e improvvisati ma hanno radici e motivazioni profonde.

L’esito nella mani dei militanti

E – fatto importantissimo – l’esito è saldamente nelle mani di militanti che pensano, discutono, decidono, di persone che, soprattutto, RESTANO. Non si lasciano condizionare da allontanamenti, fuoriuscite, separazioni. Sono loro il PD.

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