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Commentario/Se Israele diventa il bersaglio dei fascisti e dell’Unesco

di Luciano Scalia, 10 Lug 2017

Fascisti e Unesco corrono il rischio di diventare due facce della stessa medaglia.

Mi chiederete: ma che c’entra l’UNESCO con i fascisti?

Come saprete Punta Canna è uno stabilimento balneare, con tanto di licenza, sulla spiaggia di Chioggia. Il titolare, noto nazifascista, ha trasformato lo stabilimento in luogo nel quale si gareggia nell’elegia del manganello, delle camere a gas, dell’uso del fucile contro i diversi: “Non ho nulla contro gli ebrei”, dice il titolare, “sono da ammirare perché sono più bravi negli affari” (vi ricorda nulla questa affermazione?). Non si perita nemmeno di risparmiare i frequentatori del suo stabilimento, che d’altronde la penseranno come lui, con divertenti comizi (attraverso l’altoparlante) in cui inneggia a Mussolini e urla cose tipo “A me la democrazia mi fa schifo, i tossicodipendenti li sterminerei tutti” e via delirando. E che dire dei “tifosi” del Verona che per festeggiare il ritorno in A ringraziano Adolf Hitler? E quelli che occuparono il cimitero Monumentale di Milano in onore “dei camerati della RSI”? Ora basta, direte voi. Facciamo intervenire la forza pubblica. Che infatti in alcuni casi interviene.

Ma veniamo all’UNESCO, che settimana dopo settimana sembra assumere delle posizioni che appaiono troppo vicine a chi punta alla distruzione dello stato d’Israele. Dite che esagero? Che cosa significa allora definire Israele una “potenzaoccupante? Cosa significa decidere con una risoluzione che il Monte del Tempio e il Muro del Pianto sono luoghi sacri solo per i musulmani? Cosa significa assegnare all’Islam e ai palestinesi la sovranità della tomba dei patriarchi a Hebron? Sono interventi che potrebbero mettere in pericolo il già instabile equilibrio geopolitico in quella zona.

(Io non mi meraviglio affatto ricordandomi che la commissione per i diritti umani dell’ONU fu affidata ad un rappresentante dell’Arabia Saudita, paese celebre per la “civiltà” con la quale tratta le donne e i “diversi”).

Nato a Milano ne 1949, dal 1972 al 1992 sindacalista della Fim Cisl per i successivi anni e fino al 2009 dirigente aziendale. Iscritto a intermittenza dal PCI al PD.

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