Mondo

Francia, i ballottaggi in vista

di Stefano Ceccanti, 18 Apr 2017

Coloro che si occupano di elezioni francesi hanno un appuntamento fisso: tra le 18 e le 18.30 il cosiddetto rolling quotidiano col sito dell’Ifop: molto utile perché, al di là dei singoli dati, dà il senso delle tendenze per cercare di fare qualche previsione sensata su quattro candidati obiettivamente molto vicini e che resteranno pertanto in gara fino all’ultimo. Con un tasso di indecisione complessivo che potrebbe all’ultimo minuto, in cabina elettorale, sconvolgere anche i sondaggi fin lì più accurati.

Alcuni dati delle elezioni francesi

Possiamo concentrarci su due dati e tre dinamiche.
Un primo dato è il superamento della soglia di partecipazione del 70% al primo turno: soglia raggiunta in data 17 aprile e superata col 71% il 18 aprile. Nel 2012 si arrivò al 79.5%. Ciò significa che il campione è già altamente rappresentativo.

In genere gli elettori che decidevano per ultimi erano più moderati e questo, se fosse ancora vero, potrebbe favorire Macron e Fillon, mentre gli estremi Le Pen e Melenchon forse potrebbero essere arrivati al massimo dei consensi.
Ma intanto i già convinti lo sono veramente? Questo è il secondo dato da tenere presente.

Qui gli avvantaggiati sembrano essere Le Pen e Fillon perché il tasso di sicurezza dei loro elettori è stabilmente superiore all’80%. Tuttavia in termini di crescita relativa della sicurezza ormai anche Macron e Melenchon se la cavano piuttosto bene, più di quanto non si dica: articoli scritti alcuni giorni fa parlavano ancora di elettorati molto volatili, ma ormai i seguaci sicuri di Macron sono il 68% e quelli di Melenchon il 69%.

Un mese fa Macron era ancora sotto il 50%.

La campagna elettorale di Le Pen e gli altri candidati

Cosa sembra essersi mosso durante la campagna? Fondamentalmente tre dinamiche. Marine Le Pen è stata stabilmente in testa finché i convinti di andare a votare sono stati tra il 60 e il 65%. Del resto la Le Pen è arrivata tra il 25 e il 27% nelle elezioni con partecipazione inferiore al 50% (europee e regionali).

Una volta che la platea si ampia il suo consenso tende a ridursi. In secondo luogo è esploso Macron perché è stato indirettamente favorito dai risultati delle due primarie dove sono stati sconfitti i due candidati più centristi, Valls e Juppé, e si è aperto un varco notevole al centro.

Un vuoto di offerta politica che resta tale giacché Fillon fa campagna sulla destra cercando di convincere gli elettori a cavallo con la Le Pen.

I due ballottaggi più probabili Macron- Le Pen o Macron-Fillon

In terzo luogo è cresciuto anche Melenchon perché il candidato vincente delle primarie socialiste non è competitivo né per gli elettori di sinistra di governo (che votano Macron, visto che Hamon ha fatto la fronda per tutta la legislatura ai governi del suo partito) né per quelli di opposizione (che a quel punto preferiscono direttamente Melenchon).

Tuttavia ad Hamon resta ormai ben poco da cedere ulteriormente (il 7,5%).
Sulla base di questi dati e delle regolarità del passato, ammesso e non concesso che esse valgano ancora, i due ballottaggi più probabili al momento sembrerebbero quindi essere quello che ci è stato proposto sin da febbraio, ossia Macron-Le Pen, oppure quello Macron-Fillon.

NOTIZIE CORRELATE

Mondo

Ema ad Amsterdam? Ecco perché è giusto fare ricorso

di Lia Quartapelle, 30 Gen 2018

Questione di salute Una cosa deve essere chiara prima di affrontare qualunque discorso sulla prossima sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco: non stiamo parlando di una competizione tra città fine a se stessa, ma della salute di milioni di persone.

Mondo

Brexit, il governo May ammette: giù il PIL per i prossimi 15 anni

30 Gen 2018

Le condizioni economiche del Regno Unito sono destinate a peggiorare quando la Brexit sarà operativa. A rivelarlo un nuovo rapporto del governo britannico, fatto trapelare dal sito d’informazione BuzzFeed news. Gli scenari Il documento prende in considerazione i tre scenari

Mondo

Dazi, Merkel contro Trump: non ha imparato la lezione della storia

25 Gen 2018

Protezionismo e concorrenza globale sono al centro del World Economic Forum di Davos. Da una parte la politica dei dazi dettata dallo slogan ‘America first’ di Donald Trump, dall’altra l’Europa del mercato libero e dell’incentivo alla concorrenza, con la cancelliera