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Facebook e la maximulta Ue: più attenzione alla nostra privacy

di Jessica Belpassi, 19 Mag 2017

Una sanzione pesante quella che l’Antitrust europeo ha inflitto all’azienda californiana di Mark Zuckerberg, ovvero Facebook.

110 milioni di euro da pagare a Bruxelles per aver fornito informazioni fuorvianti al momento dell’acquisto di Whatsapp nel febbraio del 2014. Facebook, infatti, al momento della fusione tra i due social aveva assicurato che gli account di Facebook non sarebbero stati collegati con quelli di Whatsapp.

Il tutto ampiamente smentito con l’aggiornamento dell’applicazione dell’agosto 2016 nella quale era invece possibile fare il collegamento. Per questo nel dicembre 2016 Bruxelles ha chiesto spiegazioni all’azienda di Zuckerberg, scoprendo che già nel 2014 i tecnici di Facebook sapevano di questa possibilità.

La posizione dell’Unione europea

La Commissaria alla Concorrenza Margarethe Vestager ha sottolineato che l’Unione Europea vuole dare un “chiaro segnale alle società che devono rispettare le regole UE incluso l’obbligo di fornire informazioni corrette”.

Una posizione perentoria che non lascia alcun margine di manovra a chi infrange le regole. Non è tardata però ad arrivare la risposta del portavoce di Facebook: “Abbiamo agito in buona fede sin dalle nostre prime interazioni con la commissione UE e abbiamo cercato di fornire informazioni accurate ogni volta”.

L’Unione europea ha precisato che l’ammontare della multa avrebbe potuto raggiungere l’1% del fatturato complessivo della società, infatti tenendo presente il bilancio dell’azienda del 2016, Bruxelles avrebbe potuto sanzionare l’azienda con la richiesta di 250 milioni. La richiesta è stata ridotta anche grazie all’atteggiamento collaborativo che Facebook ha adottato con la Commissione.

L’antitrust italiano

Tempi davvero difficili per questa azienda che ha dovuto versare proprio pochi giorni fa 3 milioni di euro anche all’antitrust italiano. Molti utenti, infatti, erano stati indotti a lasciare i loro dati al social poiché gli era stato fatto credere che altrimenti non sarebbe stato impossibile utilizzarlo.

D’altronde l’uso dei social è diventato consuetudine dei nostri tempi, un’abitudine che ai meno esperti potrebbe anche costare cara in termini di privacy. Infatti, nonostante in Italia la privacy nei social media sia un diritto tutelato e garantito, è altresì vero che non c’è nessuna guida pratica o manuale che spieghi davvero come utilizzarli.

La scuola per la maggioranza degli utenti è l’esperienza. È vero che Facebook spiega in parte, attraverso poche righe, le varie opzioni che l’utente può scegliere ma dobbiamo anche ricordare che non tutti hanno le stesse competenze informatiche o, per meglio dire, social.

Come usare i social

Facebook e altri strumenti se usati bene essi possono essere un importante veicolo di informazioni; ci aiutano a tenere contatti con amici e parenti lontani, ci fanno viaggiare con la mente, sono preziosi come veicolo di idee e informazioni, sempre più utilizzati anche nelle campagne elettorali.

Usarli con attenzione e cautela, per esempio non dando troppe informazioni personali oppure utilizzando l’impostazione privacy per alcuni post sicuramente ci farebbe stare più tranquilli.

Concludendo con una frase di Marquez, ricordate che “tutti gli esseri umani hanno tre vite: pubblica, privata e segreta”, a voi la scelta.

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