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Debunking/ É vero che il PD ha favorito l’immigrazione irregolare?

di Redazione, 14 Feb 2018

Il vivere quotidiano ci regala un riflesso errato e condizionato della percezione legata al disagio dovuto alla presenza di migranti nel nostro Paese. Non solo: i candidati del centrodestra come della destra assoluta, hanno improntato buona parte della loro campagna elettorale ponendo al centro del dibattito politico “la pericolosità” legata alla presenza di cittadini extracomunitari, noti come clandestini. Gli stessi partiti politici che, del resto, fanno anche peggio (se possibile): asseriscono che quando loro sono stati al governo il numero degli irregolari nel nostro Paese è stato notevolmente inferiore. Parliamo del 2008, parliamo degli accordi Italia-Libia costati 5 miliardi di dollari. Parliamo di altri tempi per l’immigrazione irregolare.

Com’è cambiato lo scenario mondiale

Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, ma ancora Siria, Maghreb: guerre civili e conflitti sopiti che riaffiorano ancora più “prepotenti” rispetto a tempi precedenti; focolai mai spenti che alimentano “odio”, fanno vivere la paura ma soprattutto fanno conoscere il terrore e la fame. Ecco, è da qui che partono i viaggi della speranza, che iniziano le fughe, che si inizia a sognare e a sognare in particolar modo di sopravvivere per avere un futuro diverso e forse per dare un futuro diverso a chi è rimasto in patria ad aspettare che le geopolitica cambi. Dal 2014 al 2016 la guerra in Siria ha generato un vero e proprio flusso migratorio che ha portato al famoso milione di profughi in Europa nel 2015: un flusso che si è interrotto a marzo 2016 quando l’Unione Europea ha stretto un accordo con la Turchia, delocalizzando sostanzialmente la gestione dei profughi in arrivo in cambio di sei miliardi di euro. Si è contemporaneamente assistito a un costante incremento dei flussi di migranti in arrivo dalle coste nord africane, libiche soprattutto, verso l’Italia. Questo flusso ha portato oltre 180mila persone a sbarcare in Italia nel 2016, mai così tante. E 5.022 persone a morire attraversando il Mediterraneo, mai così tante.

Il 2017 è stato l’anno della svolta

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017 sono sbarcate in Italia 119.247 persone: un calo del -34% rispetto al 2016. Tra gennaio e giugno 2017 sono arrivate 83 mila persone, il 18% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra luglio e dicembre 2017 sono arrivate 36 mila persone, il 67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Ecco i Paesi di provenienza: Nigeria (16% degli arrivi, circa 18 mila persone), Guinea, Costa d’Avorio e Bangladesh (tutti tra l’8 e il 9% degli arrivi, circa 9-10 mila persone a paese). Seguono Mali, Eritrea, Sudan, Tunisia, Marocco, Senegal, Gambia. Tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017 sono arrivati via mare in Europa 171.332 migranti. Oltre che in Italia ci sono stati sbarchi in Grecia, anche se a ritmi molto più bassi di quelli pre accordo con la Turchia, e si è riaffacciata la Spagna come terra di sbarco. Nel 2017 sono arrivati in Grecia 29.718 migranti, contro i 173 mila del 2016. Più della metà delle persone sbarcate in Grecia nel 2017 sono siriane, seguite da iracheni e afghani. 22 mila migranti sono poi arrivati in Spagna, in aumento rispetto agli 8 mila del 2016. I paesi di provenienza sono soprattutto Marocco, Algeria, Costa d’Avorio, Guinea e Gambia. La netta diminuzione degli arrivi sulle coste italiane deriva quindi dalla diminuzione delle partenze dalla Libia, ma anche da una rinvigorita attività di controllo lungo tutta la rotta africana, soprattutto in Niger.

Chi ha firmato il Trattato di Dublino e chi l’ha reso operativo

Il trattato di Dublino è un trattato internazionale multilaterale in tema di diritto d’asilo. E il corrispondente regolamento di Dublino è un regolamento dell’Unione Europea, che stabilisce “i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)”, nell’ambito della Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 1951 e la relativa direttiva UE. L’attuale versione del regolamento di Dublino (Dublino III) è stata sottoscritta dal governo italiano nel 2013,  Presidente del Consiglio era Enrico Letta; l’accordo di Dublino II (ratificato dal nostro Paese nel 2003, quando al governo c’era la destra) ha reso operativo il regolamento sulla gestione dei meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo. Il regolamento di Dublino II trasformò e rese operativa la Convenzione di Dublino (detta appunto Dublino I) che risale al 1990 e che fu ratificata nel 1997.

 

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