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Agenzia delle entrate: sui prelievi allarme ingiustificato

di Antonella Gramigna, 19 Giu 2017

La notizia di giorni fa, riguardo il sequestro del proprio conto corrente e dei propri beni, mobili ed immobili, da parte dell’Agenzia delle Entrate (ex Equitalia dal 1 Luglio), se siamo debitori verso lo Stato, ha generato il panico. Indubbiamente le tasse vanno pagate, così come i bolli auto e le multe, ma sappiamo bene della grande crisi economica che molti stanno attraversando ed i contribuenti sono davvero in forte difficoltà.

Dal 1° luglio scatterà l’integrazione di Equitalia con Agenzia delle Entrate. Ciò significa che sarà lei stessa e non più la vecchia agenzia di riscossione ad agire per il recupero eventuale del dovuto. Lo spettro che da sempre questo Ente porta, mette subbuglio e preoccupazione perché si presume che con questo ingresso, possa venir  cambiata la modalità di riscossione ed il recupero delle somme dovute.

L’allarme ingiustificato

Il comunicato stampa dell’Agenzia Entrate ha già tranquillizzato dicendo che “Non cambierà nulla “, saranno attuate le stesse identiche misure di riscossione di Equitalia. Né più né meno.  L’allarme è stato provocato dalla notizia che, tra qualche settimana, dopo l’accorpamento, sarebbe scattata una nuova normativa per un “possibile” pignoramento del conto corrente di chi non ha pagato il dovuto, ed a seguire, poi, il prelievo diretto dal conto corrente della somma da saldare, ed il tutto senza passare da un giudice.

Tasse, multe, bolli auto non pagati, contributi Inps, e comunque tutto ciò che riguarda il Fisco, insomma, può venir recuperato da Agenzia Entrate mettendo mano direttamente nei conti di contribuenti e imprese. Questo si leggeva sulle news redazionali. Le associazioni di consumatori ed i cittadini stessi si sono allarmati perché la questione potrà riguardare decine di migliaia di soggetti indebitati e insolventi. Ma abbiamo letto che niente cambierà, stesse procedure di sempre. Verrà notificato il debito tramite la cartella, sarà possibile fare ricorso o chiedere la rateizzazione.

Se il ricevente la ignora verrà nuovamente avvisato bonariamente con i tempi ben chiari ed espliciti per capire e decidere cosa poter fare, dopodiché, se il debitore fa lo gnorri è evidente che l’Agenzia debba provvedere al recupero. Ciò avverrà avvisando comunque nuovamente il debitore, dandogli ulteriore tempo per provvedere al pagamento o alla decisione di dilazione.

Se persevera nell’ignorare gli avvisi, dopo il tempo necessario alla verifica debita e dovuta, si potrà procedere al pignoramento nella misura concessa dalla legge. Come si può quindi ovviare a tutto questo? Pagando tutto subito, la cosa più semplice ma anche più difficile per molti, o chiedendo di rateizzare l’importo oppure opponendo ricorso, come sempre.

L’utente è sempre avvisato

In mancanza di almeno uno di questi passaggi e trascorso il tempo utile, la “nuova Equitalia” passerà al recupero coattivo che può -anche- riguardare il proprio conto corrente. Ma la norma sui pignoramenti senza ricorso al giudice è già in vigore da anni, esattamente dal 2005. “Non c’è interesse da parte del Fisco ad arrivare al Pignoramento, è davvero l’ultima ratio” arriva questo a tranquillizzare, dai corridoi dell’Agenzia Entrate. Bene sarebbe poter ” sanare” situazioni pesanti con maggior respiro. La proposta potrebbe essere quella di allungare i tempi della rateizzazione in base al debito complessivo, e comunque non oltre il limite di garantire uno stipendio residuo tale da poter vivere dignitosamente.

La recente misura messa a punto da Equitalia ha dato i suoi frutti, ma resta da vedere se davvero saranno onorate le rate concesse. Lo vedremo a fine Luglio, con i primi versamenti. Fino ad allora in atto c’è solo la richiesta e la relativa accettazione da parte dell’Ente, e chi, diversamente approfittando della rottamazione e degli interessi, ha preferito ( e potuto) saldare l’intero importo. Nessuno chiede di non pagare, e quindi di mettersi nelle condizioni di vedersi pignorare stipendi, auto ed altro, ma credo sia opportuno rivedere le regole di rateizzazione. Chi, ad esempio, non ha onorato per varie ragioni vecchie concessioni rateali, non potrà richiedere ulteriore rateizzazione. Così non si va da nessuna parte ed il debito comunque resta. Agevolare il più possibile il debitore sicuramente renderà costante e più facile il poter pagare.

Chiariamoci, chi non ha intenzione di farlo, cercherà tutti gli escamotage, ed a poco varranno leggi a favore,  ma chi è onesto e vuole mettersi in regola credo vada aiutato in ogni forma possibile. Oltretutto, con ratei bassi ma sicuri, lo Stato potrà contare su entrate fisse che andranno ad aumentare il gettito.

Chi ha debiti di una certa rilevanza, diciamo sopra i 10 mila euro, come può pagare in cinque rate, anche se vengono stornati gli interessi il debito resta comunque altro? “Impossibile da pagare”, dicono in molti. ” Se li avessi avuti avrei pagato prima , ed all’epoca del debito. Così non si risolve la situazione, chiediamo rate più lunghe, e pagheremo tutti!” Questo è quanto un gruppo di cittadini esprime davanti lo sportello di un’agenzia locale.Spero che “chi di dovere” ne prenda atto.

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