Economia

Crisi Industriali Affrontate e Risolte

Con il decreto del 9 giugno 2015 (legge n. 181-1989) sono state ammessi alle agevolazioni per le aree di crisi industriale, oltre ai programmi di investimento produttivo, anche quelli per la tutela ambientale e per il turismo e i progetti di innovazione organizzativa. Inoltre, è stata resa facoltativa, su richiesta dell’impresa, la partecipazione al capitale sociale da parte di Invitalia.

I programmi di investimento produttivo dovranno riguardare:

•    la realizzazione di nuove unità tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
•    l’ampliamento e/o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
•    l’acquisizione di attivi di uno stabilimento.

I programmi di investimento per la tutela ambientale invece dovranno:

•    innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
•    consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’UE che innalzano il livello di tutela ambientale;
•    ottenere una maggiore efficienza energetica;
•    favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
•    promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
•    risanare i siti contaminati;
•    riciclare e riutilizzare i rifiuti.

I progetti per l’innovazione dell’organizzazione, infine, saranno ammissibili alle agevolazioni per un ammontare non superiore al 20% del totale degli investimenti previsti.

Le Crisi Industriali Affrontate dal Governo Renzi:

Friuli Venezia Giulia

Trieste

•    Accordo di Programma per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale nell’area di crisi industriale complessa di Trieste del 30 gennaio 2014. Tuttavia, il PRRI è stato approvato il 17 giugno 2016.

•    Accordo di Programma per l’attuazione del Progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico – produttivo nell’area della Ferriera di Servola (Trieste), del 21 novembre 2014.

Progetto integrato di messa in sicurezza dell’area di Ferriera di Servola presentato da Siderurgica Triestina

•    Programma degli interventi di messa in sicurezza dell’area da realizzare con finanziamenti pubblici del 7 agosto 2015.

Lazio

Rieti
Intervento (Il Sistema Locale del Lavoro di Rieti ricomprende 44 Comuni) per la salvaguardia e il consolidamento delle imprese del territorio, per aumentare la capacità di attrarre nuove iniziative imprenditoriali e per il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro.

•    Accordo di Programma per la riconversione e riqualificazione industriale dell’area del Sistema Locale del Lavoro di Rieti del 17 dicembre 2014.

Frosinone
L’area di Frosinone è stata riconosciuta come area di crisi industriale complessa con decreto 12 settembre 2016.

Liguria

Savona
L’area di Savona, con i Sistema Locale del Lavoro di Cairo Montenotte e Comuni di Vado Ligure, Quiliano e Villanova d’Albenga, riconosciuta area di crisi industriale complessa (21 settembre 2016).

Marche

Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno
L’Area di Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 10 febbraio 2016.

Molise

Campochiaro – Bojano – Venafro
L’area delle province di Isernia e Campobasso ricomprendente i Comuni di Campochiaro, Bojano e Venafro è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 7 agosto 2015.

Puglia

Taranto
In data 9 gennaio 2017 è stata pubblicata la Call per raccogliere le manifestazioni di interesse a investire nell’area (si è chiusa il 3 febbraio).

Sardegna

Porto Torres – Portovesme
•    L’area di Porto Torres è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 7 ottobre 2016.

•    L’area di Portovesme, con i Sistema Locale del Lavoro di Carbonia, Iglesias e Teulada, è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 13 settembre 2016.

Sicilia

Termini Imerese
La crisi industriale del Polo di Termini Imerese, determinata dalla chiusura degli stabilimenti del Gruppo Fiat, ha richiesto un intervento coordinato del MISE, della Regione Siciliana e delle Istituzioni locali, con il supporto tecnico di Invitalia, per individuare concrete opportunità di reindustrializzazione dell’area: sono stati programmati interventi finalizzati a mantenere la vocazione produttiva del territorio nel settore automotive, senza escludere l’inserimento di ulteriori imprese operanti in settori diversificati, con obiettivi di rilancio e di sviluppo industriale.

•    Accordo di Programma per l’attuazione delle linee di attività del programma complessivo dell’intervento di riqualificazione e reindustrializzazione del Polo industriale di Termini Imerese del 10 luglio 2015.

Gela

L’area di Gela che con i Sistema Locale del Lavoro di Gela, Mazzarino, Vittoria, Caltagirone, Riesi, Caltanissetta e Piazza Armerina è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 20 maggio 2015.

Il riconoscimento fa seguito al Protocollo di Intesa per l’area di Gela – sottoscritto tra MISE, Regione Siciliana, Comune di Gela e ENI S.p.A. ENI Mediterranea Idrocarburi S.p.A., Raffinerai di Gela S.p.A., Versalis S.p.A., Syndial S.p.A. e rappresentanze delle Organizzazioni Sindacali e Confindustria Centro Sicilia, in data 6 novembre 2014 – in cui, alla luce della crisi del settore della raffinazione, si evidenziava la necessità di una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, con conseguente piano di riconversione dell’intera area.

Toscana

Piombino
È stata ravvisata la straordinaria necessità e urgenza di adottare interventi di implementazione infrastrutturale, riqualificazione ambientale e reindustrializzazione, con l’obiettivo principale di mantenere e potenziare i livelli occupazionali dell’area siderurgica, superare la grave situazione di criticità ambientale dell’area e garantirne uno sviluppo sostenibile.

•    Accordo di Programma per la riqualificazione e riconversione del polo industriale di Piombino del 24 aprile 2014.

•    Accordo di Programma per ì l’attuazione del progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area della ex-Lucchini S.p.A, il 30 giugno 2015.

•    Accordo di Programma per il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’area di crisi industriale complessa di Piombino del 7 maggio 2015.

Livorno

Per l’area di Livorno, si è ritenuto di definire una complessa ed unitaria manovra di intervento mediante l’attuazione di un Piano di rilancio della competitività, con il completamento infrastrutturale nodo intermodale e integrazione piattaforma logistica costiera e la riqualificazione produttiva dell’area, ricomprendendo anche Collesalvetti e lo sviluppo del parco produttivo di Rosignano Marittimo.

•    Accordo di Programma per Livorno per il rilancio competitivo dell’area costiero livornese dell’8 maggio 2015.

•    Accordo di Programma del 20 ottobre 2016 “per Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale per l’area di crisi industriale complessa del Polo produttivo ricompreso nel territorio dei Comuni di Livorno, Collesalvetti, e Rosignano”.

•    Con Circolare del 4 novembre 2016, è stato pubblicato l’Avviso Legge 181/89 per l’area di Livorno, con una dotazione di 10 milioni di euro.

Umbria

Terni – Narni
L’area di Terni – Narni è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 7 ottobre 2016.

Altri accordi:

•    Frosinone – Anagni e Comune di Fiuggi
•    Sestri Ponente (Genova)
•    Massa Carrara
•    Fabriano, Gaifana/Nocera Umbra, Matelica (MC), Sassoferrato (AN), Ancona
•    Costacciaro (PG)