Debito pubblico

Durante la lunga crisi economica iniziata nel 2008 il rapporto debito pubblico/PIL dell’Italia ha evidenziato tre distinte fasi, bene documentate dalla dinamica trimestrale del debito (vedi grafico su dati Eurostat):
– la fase del binomio crisi finanziaria-spread durante il Governo Berlusconi IV
– la fase del binomio austerità-recessione dei Governi Monti e Letta
– la fase del binomio flessibilità-ripresa del Governo Renzi

Durante il Governo Berlusconi IV il rapporto percentuale debito/PIL dell’Italia è salito dal 102,2 del 1° trimestre 2008 lasciato dal Governo Prodi al 116,5 del 4° trimestre 2011: +14,3 punti percentuali di PIL.

Durante il Governo Monti il debito/PIL è passato dal 116,5 lasciato dal Governo Berlusconi IV al 126,8 del 1° trimestre 2013: +10,3 punti percentuali di PIL.

Durante il Governo Letta il debito/PIL è cresciuto dal 126,8 lasciato dal Governo Monti al 131,6 del 1° trimestre 2014: +4,8 punti percentuali di PIL.
In totale, nei due Governi consecutivi della fase del binomio austerità-recessione il rapporto debito/PIL dell’Italia è cresciuto complessivamente di 15,1 punti di PIL, a dimostrazione che la ricetta di un eccessivo rigore nei conti pubblici, generando recessione, non migliora il rapporto debito/PIL, anzi lo fa peggiorare significativamente.

Infine, durante il Governo Renzi il rapporto debito/PIL è salito moderatamente dal 131,6 lasciato dal Governo Letta al 132,7 del 3° trimestre 2016: +1,1 punti percentuali di PIL (poco più di un decimale di crescita al trimestre).

La dinamica che ha caratterizzato il periodo del Governo Renzi – e che sta favorendo la stabilizzazione del debito/PIL nell’obiettivo di una sua successiva riduzione strutturale e costante nel tempo – è stata possibile perché il rigore nei conti pubblici è stato contemperato dalla flessibilità che il Governo italiano ha ottenuto a Bruxelles nel quadro delle regole comunitarie. Tale flessibilità, che ha consentito al Governo italiano di ridurre le tasse su famiglie e imprese, ha favorito la ripresa economica. E la ripresa economica, a sua volta, ha favorito il quasi azzeramento della crescita del rapporto debito/PIL.

La ricetta della flessibilità-ripresa, pur mantenendo ferma una oculata gestione dei conti pubblici (come dimostra il calo del deficit/PIL ampiamente sotto il 3% di Maastricht durante il Governo Renzi) si è dimostrata nettamente superiore a quella dell’austerità-recessione. E significativamente, per la prima volta dalla crisi dello spread, nel 3° trimestre 2016 il rapporto debito/PIL dell’Italia è risultato in calo sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto allo stesso trimestre dell’anno prima, come rilevato anche dall’Eurostat nel suo ultimo comunicato sull’evoluzione trimestrale dei debiti pubblici dei Paesi UE del 23 gennaio 2017.