Arte e Cultura

L’investimento sulla cultura non è uno sfizio, non è un dolcino al termine del pasto. L’atteggiamento che ha portato la cultura ad essere l’ultima ruota del carro è finito: questa è fra le svolte più significative del governo Renzi.

In un momento storico in cui altri soggetti istigavano il paese ad avere paura del nemico, dell’immigrato, del terrorista, il governo Renzi ha ribaltato la prospettiva facendo capire quanto fosse importante ragionare non sulla paura ma sulla bellezza.  E’ essenziale acquisire la consapevolezza della centralità del settore della cultura e del turismo come veicolo trainante della nostra crescita.

La linea del governo ha cercato di rompere due barriere.

La prima è quella per cui le risorse devono essere esclusivamente pubbliche. La seconda è la contrapposizione tra chi pensa che il dovere del pubblico sia soltanto la tutela del patrimonio e chi pensa, invece, che il dovere del pubblico sia la valorizzazione del patrimonio a qualsiasi costo.

L’articolo 9 della Costituzione, al primo comma, parla di promozione della cultura, mentre al secondo comma parla di tutela della cultura. Queste dunque sono state le direttrici sulle quali il governo ha cercato di operare: promozione e tutela, valorizzando tanto l’investimento pubblico quanto la sponsorizzazione privata.

Alcune misure di fondo:

– un incentivo fiscale del 65% di credito d’imposta. È il primo in Europa.

– interventi sul turismo. Anche qui abbiamo cercato di rompere con il passato introducendo incentivi alla digitalizzazione delle imprese turistiche e al rinnovamento delle strutture alberghiere;.

– il tax credit del cinema, che contribuisce, con i nuovi tetti, a richiamare film di produzione internazionale, grazie a un incentivo fiscale più alto.

– il commissariamento dell’ENIT (Ente nazionale per il turismo) per migliorarne il funzionamento in rapporto alle autonomie regionali

– nuove misure per la lirica

– nuove norme sul decoro urbano

– norme importanti sul personale, che consentono di introdurre un primo riconoscimento della specialità dei beni culturali, per cui potranno essere assunti nel settore dei beni culturali, in deroga ai tetti della pubblica amministrazione, archeologici e storici dell’arte, per arricchire e ringiovanire questo Ministero che ha un’età media di circa 58 anni. Si tratta di assunzioni a tempo determinato per un anno, ed è un primo riconoscimento di specialità:

– è stato approvato anche il programma 2019 per le città che concorrono al riconoscimento di Capitale europea della cultura, con l’introduzione di una novità importante: la nascita della Capitale italiana della cultura

Provvedimenti presi dal governo:

  • Inaugurazione nuovo Museo Archeologico Nazionale di Taranto, che ha ottenuto un record con 55.186 di visitatori nel 2015, e 85.351 nel 2016.
  • Bonus Cultura: 500€ per i 18enni per l’acquisto di libri, biglietti di cinema, teatro ecc… più di 150mila studenti ne beneficeranno.
  • 50 milioni di euro per la tutela del diritto allo studiochi è meritevole non può essere bloccato dal reddito”.
  • La bellezza è più forte delle barbarie”: parità di spesa tra cultura e sicurezza, per ogni euro investito in sicurezza, un euro investito nella cultura. Un miliardo sulla difesa, uno sulla cultura.
  • Istituito il “Fondo per le Produzioni”, 400 milioni di euro per lo sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audio-visivo.
  • 70 milioni per finanziare le opere prime e seconde, i film d’essai e la creazione di nuovi progetti per i giovani.
  • Contributi automatici sulle opere già realizzate, viene premiata qualità: somme erogate dipenderanno sia dagli incassi che dai premi conseguiti e dalla visibilità internazionale.
  • Tax credit dal 15% al 40%, per gli investimenti nella produzione e distribuzione di opere cinematografiche ed audiovisive.
  • 5 mln l’anno per garantire il finanziamento di prodotti audiovisivi e cinematografici.
  • 120 mln per ristrutturazione di sale dismesse.
  • 12 mln l’anno per formazione dei docenti e la crescita dei mestieri del cinema.
  • Artbonus: credito d’impsota del 65% per donazioni che riguardano restaurazione di beni culturali pubblici, musei, siti archeologi, biblioteche e archivi pubblici.
  • Pompei: restaurate domus e nuovo piano contro la corruzione.
  • Nomina dirigenti qualificati per gestione Reggia di Caserta.